Linus Klasen
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Re: Linus Klasen
Volevo andarlo a vedere, qualcuno sa se gioca domani nell'amichevole di Rapperswil?

- nylanderfan
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Re: Linus Klasen
Qui lo danno come presente tra le file della nazionale delle tre corone.Abby ha scritto:Volevo andarlo a vedere, qualcuno sa se gioca domani nell'amichevole di Rapperswil?
http://www.watson.ch/!241430575Klasen gilt als Spektakelmacher. Als exzellent gelten seine Übersicht, die Scheibenführung und sowie sein Instinkt im Abschluss. Der Powerplay-Spezialist soll am 9. und 11. April in den Testspielen mit Schweden in Rapperswil-Jona und Arosa mitwirken und damit seine Visitenkarte in der Schweiz abgeben.
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Re: Linus Klasen
"E a proposito di connazionali: che peso hanno avuto Pettersson e Andersson sulla tua decisione?
Ho parlato con loro, certo, ma pure con altri giocatori – come Dean Kukan, mio compagno al Luleå – che conoscono il campionato svizzero. La loro presenza ha facilitato il mio avvicinamento al Lugano, ma la mia decisione non si è basata esclusivamente su quello. Per esempio, il fatto che svizzeri e svedesi siano culturalmente vicini è stato un altro tassello."
Prevedo anche Kukan a Lugano una delle prossime stagioni
Ho parlato con loro, certo, ma pure con altri giocatori – come Dean Kukan, mio compagno al Luleå – che conoscono il campionato svizzero. La loro presenza ha facilitato il mio avvicinamento al Lugano, ma la mia decisione non si è basata esclusivamente su quello. Per esempio, il fatto che svizzeri e svedesi siano culturalmente vicini è stato un altro tassello."
Prevedo anche Kukan a Lugano una delle prossime stagioni
- nylanderfan
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Re: Linus Klasen
Alla (s)coperta di Linus: «Sia regista che scorer»
Chiacchierata con Klasen, nuovo fromboliere del Lugano.

dal nostro inviato Pietro Filippini
RAPPERSWIL - «Tutti mi chiedono, tutti mi vogliono», recitava Figaro, factotum della Siviglia di Gioacchino Rossini. Tutti lo chiedevano, tutti lo volevano, solo il Lugano se l’è preso, Linus Klasen voleva proprio il Lugano. Il 28enne fromboliere svedese ha già incantato il popolo bianconero prima ancora di esibirsi sul ghiaccio della Resega: il tifoso si lascia prendere facilmente dall’entusiasmo ed è bello e giusto che sia così, è però innegabile che già solo per numeri (reti e assist) e numeri (le sue giocate spettacolari imperversano sul web), il nuovo attaccante bianconero promette scintille. E lo bramavano anche i tifosi del Berna, tanto da dedicargli in Facebook un gruppo intitolato “Vogliamo Linus Klasen al Berna”, prima di rassegnarsi alla realtà con ironia: «La società non lo ingaggerà prima dei 38 anni...».
E lo bramavano anche nella lontana, fredda e spendacciona Russia, ma lui ha scelto Lugano: «Svizzera e Russia erano effettivamente le due destinazioni plausibili – ci ha spiegato Klasen, incontrato ieri nel ritiro della nazionale svedese a Rapperswil, dove oggi affronterà i rossocrociati di Simpson –, ma Lugano è stato il club che mi ha voluto da più tempo – i primi contatti risalgono a metà stagione – e con maggiore insistenza. Trovo che sia la soluzione che meglio calzi alle mie esigenze: il posto è bello – ci ho giocato nel 2007 con la maglia del Södertälje –, il campionato è di ottimo livello e, rispetto alla KHL, ci si sente più sicuri; e questo è importante per me e la mia famiglia. I soldi? Non sono tutto: quando ci si trasferisce ci sono tanti pezzi che devono andare assieme l’uno con l’altro. La mia paura di volare? Sì, è vero, odio volare ed in effetti questa variabile ha rappresentato uno dei tanti pezzi del puzzle...».
Cosa ti ha convinto del progetto bianconero?
Proprio il progetto stesso. A Lugano si vuole costruire qualcosa di importante, una squadra vincente, e io sono felice di poterne far parte, ho grande voglia di dare il mio contributo. Se ho firmato per quattro stagioni è anche perché credo nel progetto e ci tengo a partecipare alla costruzione dello stesso. Sono dell’idea che il Lugano debba sempre lottare per il titolo e vedo un grande futuro davanti a noi. Mi auguro di avere successo in bianconero come diversi miei connazionali hanno avuto in passato.
E a proposito di connazionali: che peso hanno avuto Pettersson e Andersson sulla tua decisione?
Ho parlato con loro, certo, ma pure con altri giocatori – come Dean Kukan, mio compagno al Luleå – che conoscono il campionato svizzero. La loro presenza ha facilitato il mio avvicinamento al Lugano, ma la mia decisione non si è basata esclusivamente su quello. Per esempio, il fatto che svizzeri e svedesi siano culturalmente vicini è stato un altro tassello.
Habisreutinger ha parlato di te come del «miglior giocatore sul mercato europeo»: la pressione non ti mancherà di certo...
Ovviamente sento la pressione, ma non è una novità per me, mi sono ritrovato spesso in questa situazione. E credetemi, nessuno mi mette più pressione di... me stesso, ed è per questo che ogni volta che scendo sul ghiaccio do il massimo. Io un leader? Voglio esserlo, sì, dimostrandolo soprattutto sul ghiaccio. È lì che devo mostrare la mia leadership, con reti, assist e lavoro per la squadra. So quali sono le mie responsabilità.
Un giocatore a trazione anteriore, insomma...
Sì, sono un giocatore che fa di tecnica e rapidità il suo forte e che si trova bene sia in fase di costruzione del gioco, sia in rifinitura. Ma sono migliorato anche in fase difensiva: prima pensavo solamente ad attaccare, ora, invece, dopo il lavoro svolto con gli allenatori del Luleå negli ultimi due anni, so badare altresì al lavoro di copertura. È anche per questo che ho deciso di lasciare la Svezia: era tempo per me di andare, mi sentivo pronto a qualcosa di diverso. E con Fischer sono convinto di poter crescere ancora. Ecco un’altra ragione per cui ho scelto Lugano...
E il Ticino sarà solo una nuova tappa? Pensi ancora alla NHL?
L’avventura oltre oceano, nella stagione 2010/2011, fu sfortunata. Subii due commozioni cerebrali e alcuni altri infortuni che condizionarono l’annata. Giocai solo quattro partite (senza punti, ndr) con i Nashville Predators, mentre in AHL, con la maglia dei Milwaukee Admirals, partecipai all’All-Star Game e totalizzai 45 punti in 47 partite; a titolo di paragone, il migliore della nostra squadra ne fece 50 in 67... Sarei rimasto ancora un anno, ma stava per nascere il mio secondo figlio e volevo maggiori certezze. Ora non ci penso più, davvero, perché sono focalizzato esclusivamente sul Lugano. Ma non escludo che in futuro, se dovessero esserci le giuste condizioni, potrei riconsiderare un’altra avventura oltre oceano. In fondo, a me piacciono le sfide, come quando, nel 2011, andai al Malmö nella seconda divisione svedese. Per diversi motivi, però, non andò come si sperava (via dopo il primo dei tre anni di contratto, ndr), quindi scelsi il Luleå (con cui ha vinto l’ultimo European Trophy, ndr) per rilanciare la mia carriera.
Chiudiamo con la doppia sfida di oggi e venerdì contro la Svizzera...
Saranno due belle e divertenti partite da giocare contro un avversario molto forte. Non vedo l’ora e spero che ci siano anche tanti tifosi alla pista. Inoltre, avrò l’occasione di conoscere qualche mio futuro compagno. Se sono pronto per il mio primo Mondiale? L’anno scorso subii una commozione cerebrale l’ultima amichevole prima dei Mondiali... quest’anno spero di essere più fortunato. Non ho ancora la certezza di andare a Minsk, ma penso che tutti avremo le nostre chance; starà a ogni singolo giocatore di sfruttarle e meritarsi la convocazione.
Già, eccolo qui, Linus Klasen, «Pronto prontissimo come il fulmine». In poche parole, il nuovo factotum della Resega.
La scheda di Linus Klasen
Linus Klasen è nato il 19 febbraio 1986 a Stoccolma, in Svezia. Fino a 21 anni, con una parentesi nel 2004 con i Lincoln Stars (USHL), gioca nel suo club di origine, l’Huddinge. Dalla stagione successiva giostra nella massima serie svedese con il Södertälje, prima di disputare (‘10/’11) quattro partite in NHL con i Nashville Pretators e 47 incontri (22 gol e 23 assist) in AHL con i Milwaukee Admirals. Rientrato in patria al Malmö (seconda divisione), passa in seguito al Luleå, dove lo scorso anno è stato il secondo miglior scorer del campionato (64 partite/30 gol/31 assist). In nazionale ha giocato 18 incontri (3 reti). Ha pure vinto tre Mondiali di inline hockey (‘07-’09). Padre di Lincoln (4 anni) e Noomi (3 anni), quest’estate convolerà a nozze con la compagna Emma.
http://www.gdp.ch/sport/hockey/alla-sco ... 19930.html
Chiacchierata con Klasen, nuovo fromboliere del Lugano.

dal nostro inviato Pietro Filippini
RAPPERSWIL - «Tutti mi chiedono, tutti mi vogliono», recitava Figaro, factotum della Siviglia di Gioacchino Rossini. Tutti lo chiedevano, tutti lo volevano, solo il Lugano se l’è preso, Linus Klasen voleva proprio il Lugano. Il 28enne fromboliere svedese ha già incantato il popolo bianconero prima ancora di esibirsi sul ghiaccio della Resega: il tifoso si lascia prendere facilmente dall’entusiasmo ed è bello e giusto che sia così, è però innegabile che già solo per numeri (reti e assist) e numeri (le sue giocate spettacolari imperversano sul web), il nuovo attaccante bianconero promette scintille. E lo bramavano anche i tifosi del Berna, tanto da dedicargli in Facebook un gruppo intitolato “Vogliamo Linus Klasen al Berna”, prima di rassegnarsi alla realtà con ironia: «La società non lo ingaggerà prima dei 38 anni...».
E lo bramavano anche nella lontana, fredda e spendacciona Russia, ma lui ha scelto Lugano: «Svizzera e Russia erano effettivamente le due destinazioni plausibili – ci ha spiegato Klasen, incontrato ieri nel ritiro della nazionale svedese a Rapperswil, dove oggi affronterà i rossocrociati di Simpson –, ma Lugano è stato il club che mi ha voluto da più tempo – i primi contatti risalgono a metà stagione – e con maggiore insistenza. Trovo che sia la soluzione che meglio calzi alle mie esigenze: il posto è bello – ci ho giocato nel 2007 con la maglia del Södertälje –, il campionato è di ottimo livello e, rispetto alla KHL, ci si sente più sicuri; e questo è importante per me e la mia famiglia. I soldi? Non sono tutto: quando ci si trasferisce ci sono tanti pezzi che devono andare assieme l’uno con l’altro. La mia paura di volare? Sì, è vero, odio volare ed in effetti questa variabile ha rappresentato uno dei tanti pezzi del puzzle...».
Cosa ti ha convinto del progetto bianconero?
Proprio il progetto stesso. A Lugano si vuole costruire qualcosa di importante, una squadra vincente, e io sono felice di poterne far parte, ho grande voglia di dare il mio contributo. Se ho firmato per quattro stagioni è anche perché credo nel progetto e ci tengo a partecipare alla costruzione dello stesso. Sono dell’idea che il Lugano debba sempre lottare per il titolo e vedo un grande futuro davanti a noi. Mi auguro di avere successo in bianconero come diversi miei connazionali hanno avuto in passato.
E a proposito di connazionali: che peso hanno avuto Pettersson e Andersson sulla tua decisione?
Ho parlato con loro, certo, ma pure con altri giocatori – come Dean Kukan, mio compagno al Luleå – che conoscono il campionato svizzero. La loro presenza ha facilitato il mio avvicinamento al Lugano, ma la mia decisione non si è basata esclusivamente su quello. Per esempio, il fatto che svizzeri e svedesi siano culturalmente vicini è stato un altro tassello.
Habisreutinger ha parlato di te come del «miglior giocatore sul mercato europeo»: la pressione non ti mancherà di certo...
Ovviamente sento la pressione, ma non è una novità per me, mi sono ritrovato spesso in questa situazione. E credetemi, nessuno mi mette più pressione di... me stesso, ed è per questo che ogni volta che scendo sul ghiaccio do il massimo. Io un leader? Voglio esserlo, sì, dimostrandolo soprattutto sul ghiaccio. È lì che devo mostrare la mia leadership, con reti, assist e lavoro per la squadra. So quali sono le mie responsabilità.
Un giocatore a trazione anteriore, insomma...
Sì, sono un giocatore che fa di tecnica e rapidità il suo forte e che si trova bene sia in fase di costruzione del gioco, sia in rifinitura. Ma sono migliorato anche in fase difensiva: prima pensavo solamente ad attaccare, ora, invece, dopo il lavoro svolto con gli allenatori del Luleå negli ultimi due anni, so badare altresì al lavoro di copertura. È anche per questo che ho deciso di lasciare la Svezia: era tempo per me di andare, mi sentivo pronto a qualcosa di diverso. E con Fischer sono convinto di poter crescere ancora. Ecco un’altra ragione per cui ho scelto Lugano...
E il Ticino sarà solo una nuova tappa? Pensi ancora alla NHL?
L’avventura oltre oceano, nella stagione 2010/2011, fu sfortunata. Subii due commozioni cerebrali e alcuni altri infortuni che condizionarono l’annata. Giocai solo quattro partite (senza punti, ndr) con i Nashville Predators, mentre in AHL, con la maglia dei Milwaukee Admirals, partecipai all’All-Star Game e totalizzai 45 punti in 47 partite; a titolo di paragone, il migliore della nostra squadra ne fece 50 in 67... Sarei rimasto ancora un anno, ma stava per nascere il mio secondo figlio e volevo maggiori certezze. Ora non ci penso più, davvero, perché sono focalizzato esclusivamente sul Lugano. Ma non escludo che in futuro, se dovessero esserci le giuste condizioni, potrei riconsiderare un’altra avventura oltre oceano. In fondo, a me piacciono le sfide, come quando, nel 2011, andai al Malmö nella seconda divisione svedese. Per diversi motivi, però, non andò come si sperava (via dopo il primo dei tre anni di contratto, ndr), quindi scelsi il Luleå (con cui ha vinto l’ultimo European Trophy, ndr) per rilanciare la mia carriera.
Chiudiamo con la doppia sfida di oggi e venerdì contro la Svizzera...
Saranno due belle e divertenti partite da giocare contro un avversario molto forte. Non vedo l’ora e spero che ci siano anche tanti tifosi alla pista. Inoltre, avrò l’occasione di conoscere qualche mio futuro compagno. Se sono pronto per il mio primo Mondiale? L’anno scorso subii una commozione cerebrale l’ultima amichevole prima dei Mondiali... quest’anno spero di essere più fortunato. Non ho ancora la certezza di andare a Minsk, ma penso che tutti avremo le nostre chance; starà a ogni singolo giocatore di sfruttarle e meritarsi la convocazione.
Già, eccolo qui, Linus Klasen, «Pronto prontissimo come il fulmine». In poche parole, il nuovo factotum della Resega.
La scheda di Linus Klasen
Linus Klasen è nato il 19 febbraio 1986 a Stoccolma, in Svezia. Fino a 21 anni, con una parentesi nel 2004 con i Lincoln Stars (USHL), gioca nel suo club di origine, l’Huddinge. Dalla stagione successiva giostra nella massima serie svedese con il Södertälje, prima di disputare (‘10/’11) quattro partite in NHL con i Nashville Pretators e 47 incontri (22 gol e 23 assist) in AHL con i Milwaukee Admirals. Rientrato in patria al Malmö (seconda divisione), passa in seguito al Luleå, dove lo scorso anno è stato il secondo miglior scorer del campionato (64 partite/30 gol/31 assist). In nazionale ha giocato 18 incontri (3 reti). Ha pure vinto tre Mondiali di inline hockey (‘07-’09). Padre di Lincoln (4 anni) e Noomi (3 anni), quest’estate convolerà a nozze con la compagna Emma.
http://www.gdp.ch/sport/hockey/alla-sco ... 19930.html
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Re: Linus Klasen
In una sola intervista ha già menzionato 3 differse commozioni cerebrali 
- nylanderfan
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Re: Linus Klasen
È quello che ho pensato anche io quando ho pubblicato l'articolo. C'è da dire che oramai quelle delle commozioni è una piaga dell'hockey moderno, non c'è quindi molto da sorprendersi.
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Re: Linus Klasen
Piú che sorpreso ero intento a grattarmi, ma non ho trovato lo smiley adeguatonylanderfan ha scritto:È quello che ho pensato anche io quando ho pubblicato l'articolo. C'è da dire che oramai quelle delle commozioni è una piaga dell'hockey moderno, non c'è quindi molto da sorprendersi.
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Re: Linus Klasen
Massimo ha scritto:Piú che sorpreso ero intento a grattarmi, ma non ho trovato lo smiley adeguato
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Re: Linus Klasen
Crosby ne ha fatte parecchie eppure è sempre un fenomeno.
La commozione che fece in AHL fu un'autentica bastardata durante un camp di preparazione. Colpo alla testa gratuito con un'entrata da killer da parte di tale Clackson.
Le alter non le conosco.
In Svizzera farà girare la testa agli altri........
La commozione che fece in AHL fu un'autentica bastardata durante un camp di preparazione. Colpo alla testa gratuito con un'entrata da killer da parte di tale Clackson.
Le alter non le conosco.
In Svizzera farà girare la testa agli altri........