Patrick Fischer, il nostro ex-allenatore
Moderatore: Thor41
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Sono 4 società fondatrici e gli altri due posti se li giocano chi arriva davanti nei playoff. In questo caso Ginevra e Davos.
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Ero convinto c'entrasse anche la regular season...Peccato, mi sarebbe piaciuto vedere una qualche partita del genere in estate con il Lugano di nuovo in Europa, sarà per l'anno prossimo. 
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Per la champions la penso come te Light, anche a me dispiace non esserci. Per quanto riguarda i criteri per qualificarsi c'entra anche la RS, non hai tutti i torti, però solo la prima si qualifica.
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Infatti, visto che il lungo digiuno, saremmo tornati alla resega già in agosto con partite che contavano qualcosa e quindi un attimo più di voglia agonistica e "tensione". Pazienza, ce ne faremo una ragione, sperando in una qualche bella amichevole estiva, magari contro una forte squadra russa sulla falsa riga dello Slovan dello scorso anno (ma almeno 2-3 match belli). Comunque ho capito per la RS anche se non ha molto senso il ragionamento per me con solo la prima qualificata.
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
il friborgo ha iniziato malissimo il campionato perche gia ad agosto durante la champios gli avevano rotto diversi giocatori
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
«Il nuovo straniero ha già firmato»
Il tecnico del Lugano Patrick Fischer fa il punto della situazione in vista della prossima stagione bianconera «Abbiamo trovato un centro di grande qualità, Ilari Filppula rimane alla Resega e in difesa stiamo bene così»
«In questi giorni stiamo pianificando un po’ la preparazione estiva, ma questo è un periodo abbastanza tranquillo. In maggio, e poi in luglio, mi concederò qualche giorno di vacanza prima di affrontare la nuova stagione. Dopo l’eliminazione dai playoff abbiamo continuato ad allenarci per tre settimane: ci ha aiutato a smaltire la frustrazione, a cementare ulteriormente il gruppo». È su di giri, Patrick Fischer: il tempo ha ormai cancellato la delusione e il Ginevra Servette, apparentemente, è solo un lontano ricordo.
Patrick Fischer ha avuto la voglia e la forza di guardare la finale tra Davos e ZSC Lions?
«Certo, non mi sono perso nemmeno una partita di questa sfida. Trovo che lo Zurigo abbia giocato benissimo e secondo me ha fatto di più rispetto al Davos sul piano del gioco. I grigionesi hanno potuto contare su un Leonardo Genoni impressionante e hanno saputo andare in gol al momento giusto. La squadra di Arno Del Curto ha lavorato tantissimo: anche se gli ZSC Lions mi sono piaciuti di più, una formazione che nei playoff batte Zugo, Berna e Zurigo merita di vincere il titolo».
Cosa è mancato e cosa ancora manca al Lugano per potersi esprimere a questi livelli?
«Sono convinto che il Lugano possa già giocaresela con squadre come Davos o ZSC Lions, lo abbiamo d’altra parte dimostrato più volte nel corso della regular season. Siamo lì, vicinissimi: a fregarci in questi due anni è sempre stato il Ginevra, contro il quale non riusciamo quasi mai a rendere al meglio. Il primo turno dei playoff è sempre il più delicato e per due volte non siamo stati in grado di superare l’ostacolo Servette. Da un anno e mezzo a questa parte siamo la squadra, insieme allo Zurigo, che ha fatto più punti in campionato: la strada intrapresa è quella giusta, dobbiamo solo maturare ancora un po’. Intendo tutti, staff tecnico e giocatori».
Intanto i tifosi attendono con impazienza di conoscere il nome dello straniero che sostituirà Brett McLean...
«Tutti sanno che cerchiamo un centro. Anzi, ormai posso dirlo: lo abbiamo già trovato, ha firmato, ma mi sembra che il club non abbia ancora diramato il comunicato ufficiale, vero (ride di gusto, NdR)? Ancora un po’ di pazienza e saprete... Il suo profilo? Si tratta di un vero leader, un elemento in grado di giocare bene in fase offensiva e di dare stabilità quando si tratta di difendere. Un «two–ways» di grande qualità, insomma, capace di gestire la sua linea e di aiutare le ali ad esprimersi al meglio. Molte volte nello scorso campionato Pettersson e Klasen si sono ritrovati troppo soli in attacco. Filppula? Basta con le speculazioni: Ilari resta con noi al cento per cento. L’anno prossimo per lui sarà più facile rendere al massimo delle sue potenzialità».
Arriverà anche un difensore svizzero oltre a Furrer, considerando anche l’ennesimo infortunio occorso a Steve Hirschi?
«No, non credo proprio. Certo, Steve mancherà forse una decina di partite ad inizio stagione, ma abbiamo comunque nove difensori a disposizione. Furrer è un ottimo acquisto, Ulmer è tornato al massimo, Andersson avrà un anno in più e Sartori farà altri passi avanti. È vero, nella stagione appena conclusa abbiamo subito un po’ troppe reti, ma non è colpa dei terzini. Abbiamo talvolta pagato a caro prezzo la nostra voglia di dare spettacolo invece di essere più concreti».
Dal Lugano alla Nazionale. Il primo maggio scatteranno i Mondiali di Praga e Ostrava. Patrick Fischer – assistente di Sean Simpson nel 2013 e 2014 – li seguirà?
«Assolutamente sì: adoro i campionati del mondo, sono una grande festa dell’hockey. Ho tantissimi bei ricordi, sia da giocatore, sia da tecnico. Quest’anno non ci sono mai state trattative con la Federazione e d’altra parte volevo concentrarmi soprattutto sul Lugano. Non ho mai nascosto che, da svizzero, un giorno mi piacerebbe guidare la selezione elvetica. Per il momento ho però altri progetti...».
L’exploit di Stoccolma, con la conquista della medaglia d’argento, è irripetibile?
«Credo sia molto difficile tornare a giocare una finale dopo aver vinto nove partite di fila come avevamo fatto in Svezia. Prima o poi, però, la Svizzera tornerà sul podio. La nuova generazione di giocatori rossocrociati è molto forte, in futuro avremo sempre più elementi in NHL. La squadra che ha costruito Glen Hanlon mi piace: porta in pista tanta grinta, ingrediente indispensabile per avere successo ai Mondiali. Forse è un po’ inesperta in difesa, ma se dovesse arrivare gente come Josi, Weber e Sbisa...».
Il tecnico del Lugano Patrick Fischer fa il punto della situazione in vista della prossima stagione bianconera «Abbiamo trovato un centro di grande qualità, Ilari Filppula rimane alla Resega e in difesa stiamo bene così»
«In questi giorni stiamo pianificando un po’ la preparazione estiva, ma questo è un periodo abbastanza tranquillo. In maggio, e poi in luglio, mi concederò qualche giorno di vacanza prima di affrontare la nuova stagione. Dopo l’eliminazione dai playoff abbiamo continuato ad allenarci per tre settimane: ci ha aiutato a smaltire la frustrazione, a cementare ulteriormente il gruppo». È su di giri, Patrick Fischer: il tempo ha ormai cancellato la delusione e il Ginevra Servette, apparentemente, è solo un lontano ricordo.
Patrick Fischer ha avuto la voglia e la forza di guardare la finale tra Davos e ZSC Lions?
«Certo, non mi sono perso nemmeno una partita di questa sfida. Trovo che lo Zurigo abbia giocato benissimo e secondo me ha fatto di più rispetto al Davos sul piano del gioco. I grigionesi hanno potuto contare su un Leonardo Genoni impressionante e hanno saputo andare in gol al momento giusto. La squadra di Arno Del Curto ha lavorato tantissimo: anche se gli ZSC Lions mi sono piaciuti di più, una formazione che nei playoff batte Zugo, Berna e Zurigo merita di vincere il titolo».
Cosa è mancato e cosa ancora manca al Lugano per potersi esprimere a questi livelli?
«Sono convinto che il Lugano possa già giocaresela con squadre come Davos o ZSC Lions, lo abbiamo d’altra parte dimostrato più volte nel corso della regular season. Siamo lì, vicinissimi: a fregarci in questi due anni è sempre stato il Ginevra, contro il quale non riusciamo quasi mai a rendere al meglio. Il primo turno dei playoff è sempre il più delicato e per due volte non siamo stati in grado di superare l’ostacolo Servette. Da un anno e mezzo a questa parte siamo la squadra, insieme allo Zurigo, che ha fatto più punti in campionato: la strada intrapresa è quella giusta, dobbiamo solo maturare ancora un po’. Intendo tutti, staff tecnico e giocatori».
Intanto i tifosi attendono con impazienza di conoscere il nome dello straniero che sostituirà Brett McLean...
«Tutti sanno che cerchiamo un centro. Anzi, ormai posso dirlo: lo abbiamo già trovato, ha firmato, ma mi sembra che il club non abbia ancora diramato il comunicato ufficiale, vero (ride di gusto, NdR)? Ancora un po’ di pazienza e saprete... Il suo profilo? Si tratta di un vero leader, un elemento in grado di giocare bene in fase offensiva e di dare stabilità quando si tratta di difendere. Un «two–ways» di grande qualità, insomma, capace di gestire la sua linea e di aiutare le ali ad esprimersi al meglio. Molte volte nello scorso campionato Pettersson e Klasen si sono ritrovati troppo soli in attacco. Filppula? Basta con le speculazioni: Ilari resta con noi al cento per cento. L’anno prossimo per lui sarà più facile rendere al massimo delle sue potenzialità».
Arriverà anche un difensore svizzero oltre a Furrer, considerando anche l’ennesimo infortunio occorso a Steve Hirschi?
«No, non credo proprio. Certo, Steve mancherà forse una decina di partite ad inizio stagione, ma abbiamo comunque nove difensori a disposizione. Furrer è un ottimo acquisto, Ulmer è tornato al massimo, Andersson avrà un anno in più e Sartori farà altri passi avanti. È vero, nella stagione appena conclusa abbiamo subito un po’ troppe reti, ma non è colpa dei terzini. Abbiamo talvolta pagato a caro prezzo la nostra voglia di dare spettacolo invece di essere più concreti».
Dal Lugano alla Nazionale. Il primo maggio scatteranno i Mondiali di Praga e Ostrava. Patrick Fischer – assistente di Sean Simpson nel 2013 e 2014 – li seguirà?
«Assolutamente sì: adoro i campionati del mondo, sono una grande festa dell’hockey. Ho tantissimi bei ricordi, sia da giocatore, sia da tecnico. Quest’anno non ci sono mai state trattative con la Federazione e d’altra parte volevo concentrarmi soprattutto sul Lugano. Non ho mai nascosto che, da svizzero, un giorno mi piacerebbe guidare la selezione elvetica. Per il momento ho però altri progetti...».
L’exploit di Stoccolma, con la conquista della medaglia d’argento, è irripetibile?
«Credo sia molto difficile tornare a giocare una finale dopo aver vinto nove partite di fila come avevamo fatto in Svezia. Prima o poi, però, la Svizzera tornerà sul podio. La nuova generazione di giocatori rossocrociati è molto forte, in futuro avremo sempre più elementi in NHL. La squadra che ha costruito Glen Hanlon mi piace: porta in pista tanta grinta, ingrediente indispensabile per avere successo ai Mondiali. Forse è un po’ inesperta in difesa, ma se dovesse arrivare gente come Josi, Weber e Sbisa...».
#RIDATECI-IL-NOSTRO-LUGANO!!
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Il titolo sono le stesse parole di Abby di ieri sera
Da come lo descrive sembrerebbe essere Martensson, però non mi piace quando dice che Pettersson e Klasen si sono ritrovati troppo da solis in attacco...spero non voglia fare una linea di 3 svedesi, ti prego no
Da come lo descrive sembrerebbe essere Martensson, però non mi piace quando dice che Pettersson e Klasen si sono ritrovati troppo da solis in attacco...spero non voglia fare una linea di 3 svedesi, ti prego no
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Non credo proprio. Quando dice: "capace di gestire la sua linea e di aiutare le ali ad esprimersi al meglio" non penso si riferisse a Linus e Freddy...
#RIDATECI-IL-NOSTRO-LUGANO!!
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Leggi subito dopo, dice che Freddy e Linus si sono ritrovati spesso da soli in attacco
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Penso fosse inteso tutto l'attacco = l'unica linea capace di andare in rete con regolarità....
#RIDATECI-IL-NOSTRO-LUGANO!!