Su HSHS c'è chi scrive che a quanto pare quello che rischia di saltare è il Roland.
Sarebbe una mossa rischiosa secondo me. Già fino ad adesso sul mercato non siamo riusciti a prendere nessuno, silurando il DS con chi giochiamo la prossima stagione?
O c'è già un'alternativa pronta? JJ? Leuenberger (non Lars, ma Sven che era DS a Berna fino alla scorsa stagione)?
In carica dal novembre 2009, Habisreutinger si presentò così: «Sono a Lugano per portare la cultura del lavoro» In otto stagioni il ds non ha dato un’identità alla squadra, ma scelte e decisioni sono tutta farina del suo sacco?
Flavio Viglezio
A Lugano è giunto il tempo di giocare a carte scoperte. E di interrogarsi sul serio sulle ragioni che impediscono al club di ritrovare solidità e una minima costanza di rendimento. Senza dimenticare che – nonostante la finale raggiunta nella passata stagione – anche la scorsa regular season era stata tutt’altro che tranquilla, con una partenza disastrosa che era costata la panchina a Patrick Fischer e a Peter Andersson.
Alla Resega sono cambiati i presidenti, di allenatori ne sono passati fin troppi, così come di giocatori. In tanti, tantissimi, nell’ultimo decennio hanno pagato a prezzo più o meno caro gli insuccessi della squadra bianconera. Tutti tranne uno, colui che dovrebbe essere l’anello forte della catena, il punto di riferimento per staff tecnico, giocatori e Consiglio di Amministrazione: il direttore sportivo, ovviamente. Roland Habisreutinger, in una qualsiasi azienda privata, con ogni probabilità non sarebbe più al suo posto da un pezzo: a Lugano resiste invece da otto anni senza essere riuscito a dare compattezza e – soprattutto – un’identità da sfruttare a medio-lungo termine alla squadra bianconera. Non ha di certo sbagliato tutto e non è il colpevole unico della situazione venutasi a creare, ma i risultati – in un club che dispone comunque di un budget importante, anche sotto questo punto di vista non domina più la scena in Svizzera come un tempo – condannano il suo operato.
A meno che... Già, perché se nonostante tutto è ancora in sella, il sospetto è che alla società faccia comodo avere un direttore sportivo che si limita ad obbedire agli ordini della proprietà o di chi ancora – pur se nell’ombra più totale – ha sempre la sua da dire sulle vicende bianconere. Delle due l’una: o Habisreutinger non è all’altezza di svolgere le proprie mansioni oppure è semplicemente il prestanome – pronto a diventare capro espiatorio – di chi tira davvero le fila e prende gran parte delle decisioni. Anche quelle sportive. Andiamo allora a ripercorrere le fasi cruciali di Habisreutinger, tra scelte strampalate e altre francamente incomprensibili.
Habisreutinger giunge dunque a Lugano nel novembre del 2009, con la grazia di un elefante in una cristalleria. «Sono qui per portare la cultura del lavoro», afferma. Il presidente dei bianconeri è Silvio Laurenti, l’allenatore Kenta Johansson, che però a gennaio del 2010 viene esonerato. Da chi? Da Laurenti, presidente essenzialmente di facciata? Da Habisreutinger, appena sbarcato sulle rive del Ceresio? Fatto è che alla Resega sbarca Philippe Bozon, mentre nei playoff il Lugano si fa eliminare velocemente nei quarti dal Berna. I dubbi iniziano ad emergere però nell’annata agonistica successiva, quando il club bianconero ingaggia il difensore statunitense Ben Clymer, del quale in precedenza Habisreutinger era stato l’agente. Non vestirà mai la maglia del Lugano: ha un ginocchio a pezzi, deve farsi operare e rientra in patria. Allo stesso tempo c’è la concreta possibilità di riportare Glen Metropolit alla Resega, ma Habisreutinger precisa: «Quando comunicheremo il nome del nuovo acquisto nessuno si ricorderà più di Metropolit. Vado in chiesa ogni giorno ad accendere un cero sperando che la NHL non ce lo porti via». Il fenomeno in questione è Josh Hennessy, che chiuderà l’annata con un bilancio di 9 reti e 10 assist in 39 partite... E che dire del campionato 2011-2012, quello della fuga precipitosa del tecnico Barry Smith? Dal Davos arriva sì Jaroslav Bednar, ma l’ingaggio di due giocatori ormai sul viale del tramonto come Kimmo Rintanen e Rob Niedermayer rimane ancora oggi un mistero. Come quello dello scarso difensore nordamericano Jordan Hendry. E se a Habisreutinger va riconosciuto il merito di essere stato in grado di portare in Ticino elementi del calibro di Bergeron, Sbisa, Pettersson, Brunner o Klasen, tanto per fare alcuni nomi – grida ancora vendetta lo scambio con il Berna tra Glen Metropolit e Mikko Lehtonen, attaccante finlandese reduce da due stagioni disastrose con lo ZSC e, appunto, con gli «orsi». Il resto è storia recente e di nomi se ne potrebbero fare ancora molti, come – e poi chiudiamo – quello dell’impresentabile attaccante finlandese Tommi Paakkolaanvaara, che a Lugano ha portato più vocali nel suo nome che reti e assist. Un percorso tormentato, insomma, per colui che non perde occasione di arrabbiarsi per i «tweet» di mercato – che fanno parte del gioco – ma non si preoccupa minimamente di proteggere pubblicamente il suo allenatore o i suoi giocatori mettendoci per lo meno la faccia dopo la disfatta di Kloten. Insomma, qualche santo in paradiso «Rolando» deve pur averlo: rimane da sapere fino a quando.
il primo da licenziare è viglezio che può benissimo andare a lavorare a teleticino, che è più la sua dimensione piuttosto che un giornale serio come il CdT.
anche la Regione può andare bene.
non dico che abbia torto o ragione, è che certo giornalismo non si adatta appunto al CdT.
Quello che si evince da questo resoconto è che il club non ha una sua filosofia di hockey.
Si passa di palla in frasca, dai canadesi, agli europei, ancora ai canadesi, agli svizzeri e ancora ai canadesi. Tutti con stili e personalità molto diverse. Così facendo crei caos e non costriuisci nulla. Per forza ogni volta ci si trova ai piedi della scala.
Sugli errori del Roland c'è poco da dire. Mi piacerebbe sapere però quanta sia farina del suo sacco e quanta no.
Hendry e Niedermayer li aveva voluti Smith, Wilson lo ha voluto Curcio e anche su Lehtonen qualche dubbio che ci fosse lo zampino di Andersson ce l'ho.
Anche Klasen e Brunner non credo siano suoi acquisti.
Quante volte prima di quest'estate si è sentito che è andato per esempio in Nordamerica per vedere qualcuno? Mi ricordo ai tempi di Kaufmann quando prendeva e andava a parlare di persona anche in capo al mondo con il tal giocatore. Questo è andato oltre oceano solo per cercare salmoni.