Media: commenti e notizie
Moderatore: Thor41
Re: Media: commenti e notizie
Stavo giusto per segnalare anche io il bel pezzo di Viglezio 
Re: Media: commenti e notizie
Allora mettiamo anche "l'intervista" completa... stranamente con alcuni passaggi che non ho letto su altri portali...
«Siamo più uniti di prima»
Il Blick porta alla luce una forte litigata tra il coach dell’HCL Ireland e Damien Brunner I due all’unisono: «Ci siamo chiariti subito, sono cose che succedono in uno spogliatoio»
Flavio Viglezio
In piedi, fuori dallo spogliatoio del Lugano, Greg Ireland e Damien Brunner sembrano due scolaretti che sono stati chiamati a giustificarsi dopo averla combinata grossa. Il tecnico sfoggia un sorriso sereno, l’attaccante appare più teso e scocciato. È iniziato così, nella mattinata di ieri, il fuori programma bianconero. La causa? Un paginone del Blick, che con i soliti toni a sensazione ha rivelato una lite furibonda tra i due avvenuta il 23 dicembre scorso, in occasione della partita casalinga contro il Bienne. Brunner che si arrabbia perché gioca poco e rientra nello spogliatoio, Ireland che ovviamente non la prende bene e via alle parole grosse. La situazione si è effettivamente prodotta, ma i due protagonisti l’hanno risolta immediatamente. Il giorno seguente. Le spiegazioni di Ireland non lasciano apparire l’ombra del dubbio: «Oggi – afferma – noi siamo qui a perdere il nostro tempo e voi il vostro. Faccio l’allenatore professionista da venti anni e vi assicuro che queste sono situazioni che accadono almeno cinque o sei volte all’anno. Damien ha sempre avuto un’ottima attitudine, già a partire dal campo estivo. Ciò che è apparso su quel giornale è una vergogna, anche perché si tratta di un episodio di tre settimane fa. L’hockey è un gioco di passione e di emozioni, può succedere di andare oltre le righe. Ma Damien e io abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto: anzi, anche migliore da quel giorno, perché ci siamo chiariti immediatamente, da uomini. Non è la prima volta e non sarà l’ultima. D’altra parte se io litigo con mia moglie non vado a dirlo al mio vicino di casa. Il gruppo è unito e ho fiducia in lui: è vero, in dicembre non abbiamo giocato bene, ma se ci fossero problemi interni non avremmo mai potuto esprimerci ad alti livelli per quasi un anno e mezzo».
Brunner ascolta in silenzio e quando viene chiamato in causa prova a tagliare corto: «Sinceramente non saprei cosa aggiungere. Sono molto sorpreso che questa storia sia stata resa pubblica dopo tre settimane. Tra campionato e Spengler ho giocato otto partite in questo periodo. Confermo che con Ireland ci siamo chiariti, la squadra era al corrente. Ho sbagliato, in quel momento sono emerse frustrazione e emozioni».
I tanti cambi di allenatore, uno spogliatoio negli ultimi anni composto da tanti caratteri forti (per utilizzare un eufemismo): sembra che il Lugano una stagione davvero tranquilla non possa mai viverla dall’inizio alla fine. E si sussurra di altri problemi, di un Klasen pure insoddisfatto per il tempo di ghiaccio a suo avviso troppo ridotto. Ireland non cade nella trappola: «Tutti i giocatori vorrebero sempre giocare di più e questo è positivo. Io devo fare le mie scelte e pensare al bene della squadra: ho sempre voluto giocare a quattro linee e continuerò a farlo. Brunner – come altri – è un ragazzo fiero. Ha una reputazione, un palmarès. Ciò che è successo a Lugano nel passato non mi interessa: non mi preoccupo mai di ciò che non posso controllare». Sulle voci circolate negli scorsi giorni di una scazzottata tra Maxim Lapierre e Klasen a Zurigo interviene Brunner con una mezza battuta: «Ma vi pare? Se i due avessero fatto a botte Linus non si reggerebbe in piedi ancora oggi. Queste cose non stanno né in cielo né in terra e sinceramente non so quale fosse l’interesse del Blick. Non riesco a comprenderlo». Piano piano l’attaccante si rilassa, accenna un sorriso e prosegue: «Mi fa strano – spiega – ritrovarmi qui, il giorno dopo una partita, davanti a una decina di persone a dover parlare di una situazione risolta subito e dimenticata. Tra uomini intelligenti ci si guarda negli occhi, si chiarisce e si va avanti. Certo, a volte si decide di non proseguire la strada insieme se una situazione diventa insanabile. Lo ripeto: da quel giorno ho continuato a giocare per il Lugano e quindi non non vedo il problema».
C’è insomma poco altro da aggiungere e si percepisce il desiderio di coach e attaccante di finirla qui e di concentrarsi sul prossimo appuntamento di domani a Langnau. L’ultima osservazione spetta a Ireland: «Oggi (ieri per chi legge, ndr) l’allenamento era facoltativo. Eppure sono presenti praticamente quasi tutti i giocatori. A voi sembra l’atteggiamento di un gruppo spaccato, con problemi?». Il solito saluto in italiano e i due spariscono nello spogliatoio.
Se ne va anche Roland Habisreutinger: il direttore sportivo ha assistito in silenzio alla discussione e non ha nessuna intezione di aggiungere altro, anche se forse una presa di posizione da parte della società non sarebbe stata sgradita, per la serenità del club. «Non credo ci sia nulla da aggiungere – afferma Habisreutinger –. I protagonisti della vicenda sono Ireland e Brunner e avete sentito tutti le loro spiegazioni. Avete il materiale necessario per farvi un’idea e per lavorare». Ed allora si va avanti e si gira pagina. Pensate se Brunner a Langnau segnasse una doppietta. Sarebbe divertente, vero?
«Siamo più uniti di prima»
Il Blick porta alla luce una forte litigata tra il coach dell’HCL Ireland e Damien Brunner I due all’unisono: «Ci siamo chiariti subito, sono cose che succedono in uno spogliatoio»
Flavio Viglezio
In piedi, fuori dallo spogliatoio del Lugano, Greg Ireland e Damien Brunner sembrano due scolaretti che sono stati chiamati a giustificarsi dopo averla combinata grossa. Il tecnico sfoggia un sorriso sereno, l’attaccante appare più teso e scocciato. È iniziato così, nella mattinata di ieri, il fuori programma bianconero. La causa? Un paginone del Blick, che con i soliti toni a sensazione ha rivelato una lite furibonda tra i due avvenuta il 23 dicembre scorso, in occasione della partita casalinga contro il Bienne. Brunner che si arrabbia perché gioca poco e rientra nello spogliatoio, Ireland che ovviamente non la prende bene e via alle parole grosse. La situazione si è effettivamente prodotta, ma i due protagonisti l’hanno risolta immediatamente. Il giorno seguente. Le spiegazioni di Ireland non lasciano apparire l’ombra del dubbio: «Oggi – afferma – noi siamo qui a perdere il nostro tempo e voi il vostro. Faccio l’allenatore professionista da venti anni e vi assicuro che queste sono situazioni che accadono almeno cinque o sei volte all’anno. Damien ha sempre avuto un’ottima attitudine, già a partire dal campo estivo. Ciò che è apparso su quel giornale è una vergogna, anche perché si tratta di un episodio di tre settimane fa. L’hockey è un gioco di passione e di emozioni, può succedere di andare oltre le righe. Ma Damien e io abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto: anzi, anche migliore da quel giorno, perché ci siamo chiariti immediatamente, da uomini. Non è la prima volta e non sarà l’ultima. D’altra parte se io litigo con mia moglie non vado a dirlo al mio vicino di casa. Il gruppo è unito e ho fiducia in lui: è vero, in dicembre non abbiamo giocato bene, ma se ci fossero problemi interni non avremmo mai potuto esprimerci ad alti livelli per quasi un anno e mezzo».
Brunner ascolta in silenzio e quando viene chiamato in causa prova a tagliare corto: «Sinceramente non saprei cosa aggiungere. Sono molto sorpreso che questa storia sia stata resa pubblica dopo tre settimane. Tra campionato e Spengler ho giocato otto partite in questo periodo. Confermo che con Ireland ci siamo chiariti, la squadra era al corrente. Ho sbagliato, in quel momento sono emerse frustrazione e emozioni».
I tanti cambi di allenatore, uno spogliatoio negli ultimi anni composto da tanti caratteri forti (per utilizzare un eufemismo): sembra che il Lugano una stagione davvero tranquilla non possa mai viverla dall’inizio alla fine. E si sussurra di altri problemi, di un Klasen pure insoddisfatto per il tempo di ghiaccio a suo avviso troppo ridotto. Ireland non cade nella trappola: «Tutti i giocatori vorrebero sempre giocare di più e questo è positivo. Io devo fare le mie scelte e pensare al bene della squadra: ho sempre voluto giocare a quattro linee e continuerò a farlo. Brunner – come altri – è un ragazzo fiero. Ha una reputazione, un palmarès. Ciò che è successo a Lugano nel passato non mi interessa: non mi preoccupo mai di ciò che non posso controllare». Sulle voci circolate negli scorsi giorni di una scazzottata tra Maxim Lapierre e Klasen a Zurigo interviene Brunner con una mezza battuta: «Ma vi pare? Se i due avessero fatto a botte Linus non si reggerebbe in piedi ancora oggi. Queste cose non stanno né in cielo né in terra e sinceramente non so quale fosse l’interesse del Blick. Non riesco a comprenderlo». Piano piano l’attaccante si rilassa, accenna un sorriso e prosegue: «Mi fa strano – spiega – ritrovarmi qui, il giorno dopo una partita, davanti a una decina di persone a dover parlare di una situazione risolta subito e dimenticata. Tra uomini intelligenti ci si guarda negli occhi, si chiarisce e si va avanti. Certo, a volte si decide di non proseguire la strada insieme se una situazione diventa insanabile. Lo ripeto: da quel giorno ho continuato a giocare per il Lugano e quindi non non vedo il problema».
C’è insomma poco altro da aggiungere e si percepisce il desiderio di coach e attaccante di finirla qui e di concentrarsi sul prossimo appuntamento di domani a Langnau. L’ultima osservazione spetta a Ireland: «Oggi (ieri per chi legge, ndr) l’allenamento era facoltativo. Eppure sono presenti praticamente quasi tutti i giocatori. A voi sembra l’atteggiamento di un gruppo spaccato, con problemi?». Il solito saluto in italiano e i due spariscono nello spogliatoio.
Se ne va anche Roland Habisreutinger: il direttore sportivo ha assistito in silenzio alla discussione e non ha nessuna intezione di aggiungere altro, anche se forse una presa di posizione da parte della società non sarebbe stata sgradita, per la serenità del club. «Non credo ci sia nulla da aggiungere – afferma Habisreutinger –. I protagonisti della vicenda sono Ireland e Brunner e avete sentito tutti le loro spiegazioni. Avete il materiale necessario per farvi un’idea e per lavorare». Ed allora si va avanti e si gira pagina. Pensate se Brunner a Langnau segnasse una doppietta. Sarebbe divertente, vero?
#RIDATECI-IL-NOSTRO-LUGANO!!
Re: Media: commenti e notizie
Lord Burg ha scritto:@glen93:
Ho moderato anche il tuo messaggio.
Re: Media: commenti e notizie
Comunque sarebbe interessante sapere CHI è stato a spifferare il "fattaccio", certo non si saprà mai ma una persona così dovrebbe minimo essere redarguita dal club.
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formaggino
- Messaggi: 4092
- Iscritto il: 19 ago 2014, 23:27
Re: Media: commenti e notizie
per me gira cosi lo spiffero: giocatore dice al manager il quale lo riporta al giornalista,la notizia si gonfia e quindi le altre società si allertano. arrivano proposte e il prezzo si alza.ciccio33 ha scritto:Comunque sarebbe interessante sapere CHI è stato a spifferare il "fattaccio", certo non si saprà mai ma una persona così dovrebbe minimo essere redarguita dal club.
voilà
Re: Media: commenti e notizie
Intanto sul Blick di oggi articolo sul motivo dell'improvvisa partenza di Koistinen da Langnau con contorno di sesso e fondue
https://www.blick.ch/sport/eishockey/nl ... 29426.html
https://www.blick.ch/sport/eishockey/nl ... 29426.html
Re: Media: commenti e notizie
Hall of Fame.....curioso di sapere con quali criteri sceglieranno chi ne farà parte ed anche
retroattivo fino a quando...
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Re: Media: commenti e notizie
Beserga a Fuorigioco:
“Il Lugano vincerà il titolo”

“Il Lugano vincerà il titolo”
- Paul Martel
- Messaggi: 2619
- Iscritto il: 3 giu 2011, 20:29
- Località: Giubiasco
Re: Media: commenti e notizie
Lo dice ogni annoLord Burg ha scritto:Beserga a Fuorigioco:
“Il Lugano vincerà il titolo”
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La gente come noi ...
Re: Media: commenti e notizie
Quando dirà che non vinceremo allora si che sarà la volta buona.
A mio avviso ieri sera " Fuori gioco" é stato di infimo livello.
A mio avviso ieri sera " Fuori gioco" é stato di infimo livello.