I nuovi volti della NLA 2014/15: il bianconero Linus Klasen
Scritto da Alessandro Zacchetti
Pubblicato il: 24 giugno 2014
Età: 28 anni
Posizione: LW/RW
Altezza: 174cm
Peso: 75kg
Nazionalità:
Provenienza: Lulea (SHL)
Contratto: 2017/18
Linus Klasen lo abbiamo ormai conosciuto grazie alle sue gesta riprese in vari video, soprattutto per le mosse incredibili con cui esegue i rigori. La fantasia col disco sul bastone è effettivamente il suo marchio di fabbrica, che unita a un pattinaggio veloce ed agile e un tiro – spesso al volo – forte e preciso ne fanno uno dei giocatori più spettacolari ma al contempo efficaci presenti nel vecchio continente.
Al centro di innumerevoli voci di mercato che lo volevano praticamente in tutta Europa, Klasen ha raggiunto Pettersson alla corte di Fischer, promettendo di voler formare – coach permettendo – un duo ad alto tasso di esplosività e dotando finalmente il Lugano di quello sniper troppo a lungo mancato alla Resega. Un certo limite potrebbe essere rappresentato dalla statura non propriamente prestante, ma le sue qualità sui pattini e nelle mani ne fanno un giocatore estremamente difficile da marcare e da chiudere semplicemente con la forza.
Klasen si è distinto sin dalla giovane età per le sue qualità offensive, soprattutto quando a 20 anni si è laureato miglior marcatore dell’Huddinge in Allsvenskan, la serie B svedese. Questo risultato lo ha portato a vestire la maglia del Södertälje in SHL, dove in tre stagioni ha messo a segno 127 punti ed è diventato capitano della squadra già all’età di 23 anni.
Logica quindi la sua scelta di tentare l’avventura in nordamerica, dove il fisico minuto si è rivelato però una problematica – assieme alla fobia per il volo in aereo… – e dopo sole 4 partite in NHL con i Nashville Predators è stato girato in AHL ai Milwaukee Admirals (45 punti in 47 partite) nei quali militava anche il rossocrociato Roman Josi.
Di ritorno in Europa, Klasen ha quindi accettato sorprendentemente la proposta del Malmö, che giocava in Allsvenskan, sottoscrivendo due anni di contratto riducibili a uno solo se la squadra non fosse stata promossa in SHL. Nonostante il nativo di Stoccolma – nominato di nuovo capitano – abbia praticamente fatto reparto da solo in attacco, il Malmö non è riuscito nella promozione, e Klasen viene ingaggiato dal Luleå, dove nelle ultime due stagioni ha messo assieme 97 punti in 100 partite.
Anche in nazionale Klasen è riuscito a ben distinguersi, vincendo l’oro mondiale nella sua Stoccolma a fianco di Pettersson proprio in finale contro la Svizzera nel 2013 e risultando il secondo miglior marcatore della squadra delle Tre Corone agli ultimi mondiali disputatisi in Bielorussia.
Roman Josi e Linus Klasen al matrimonio di quest'ultimo
Sent from the Fifth Dimension using the Tricorder
Re: Linus Klasen
Inviato: 29 giu 2014, 18:52
da Th€@n
Ehm, le foto della moglie?
Re: Linus Klasen
Inviato: 29 giu 2014, 18:59
da Massimo
Th€@n ha scritto:Ehm, le foto della moglie?
Esatto! Chi se ne frega di Josi! Vogliamo vedere la sposa
Re: Linus Klasen
Inviato: 29 giu 2014, 21:54
da HCL
Io sono più interessata a Josi
Re: Linus Klasen
Inviato: 30 giu 2014, 9:33
da snakebill
diciamo a livello di giocatori ad averli tutti e due non sarebbe malaccio... A livello di mogli bhe Linus fa mia al gelos...
Re: Linus Klasen
Inviato: 29 lug 2014, 12:42
da nylanderfan
Hockey, la nuova invasione nordica
Sono ben 7 gli svedesi approdati in NLA - L'analisi di John Slettvoll, ex allenatore del Lugano
29.07.2014 - 05:06
Fernando Lavezzo
A sinistra Linus Klasen, neoacquisto del Lugano. (foto Keystone)
E adesso vaglielo a spiegare, al più confuso degli americani, che Svezia e Svizzera sono due Paesi diversi. Il gialloblù è tornato di moda, nel nostro campionato di hockey. Con il mercato ancora in fermento, sono già sette i nuovi svedesi approdati in NLA. Altrettanti ne erano giunti la stagione scorsa. E sono rimasti. Forse nessuno conosce le due realtà – svedese e svizzera – meglio di John Slettvoll, quattro titoli alla guida del Lugano. Al tecnico di Umea, 70 anni a novembre, abbiamo chiesto un parere su questa nuova «invasione nordica»: «Non credo che in Svizzera sia in corso una svolta», ci dice. «Gli stranieri dipendono quasi sempre dagli allenatori. E attualmente, da voi, ci sono alcuni tecnici che conoscono bene il mercato scandinavo e che puntano su giocatori più adatti alla loro filosofia. A Lugano c'è il vice Andersson, a Rapperswil Eldebrink, a Losanna Ehlers, mentre Davos e Bienne hanno allenatori elvetici ai quali evidentemente piace l'hockey del nord Europa. Negli ultimi 15 anni, in Svizzera c'è stato un dominio di coach canadesi: per questo si sono visti pochi giocatori svedesi. Ora, non è che di colpo la Svizzera sia diventata più attrattiva per i miei connazionali. E i canadesi sono ancora tanti. Quindi non parlerei di una nuova tendenza. Se quelle squadre che oggi puntano su svedesi e finlandesi daranno vita a un hockey bello e vincente, allora sì che potrebbero indicare una nuova via. Forse non sarà il caso di Bienne e Lakers. Il Lugano, però, dopo tanti anni deludenti, ha voluto cambiare strada per tornare al successo».
Per riuscirci, i bianconeri hanno investito su Linus Klasen: «È un attaccante molto tecnico, con una grande visione. Un artista che con il disco fa ciò che vuole, bello da vedere: diventerà molto popolare tra i tifosi. Per vincere, però, serve anche altro. E Klasen, in questo senso, ha margini di miglioramento. Un vincente deve essere un leader e deve saper giocare bene senza il disco: Linus ha fatto dei progressi, ma deve crescere ancora. Prendiamo Kenta Johansson: non era un artista come Klasen. Era fortissimo offensivamente, certo, ma non solo: era un leader carismatico, pur restando in silenzio. E senza disco era un operaio. Ma non voglio essere troppo negativo: credo che l'esperienza in un nuovo campionato favorirà lo sviluppo di Klasen».