Patrick Fischer, il nostro ex-allenatore
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Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Micflikier ha il bastone caldo per domani. Classico goal dell'ex 
from Bure to Boeser


Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Io avevo votato Oronzo Canànylanderfan ha scritto:Vero...però non ricordo cosa aveva votato wyoming.
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Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
e non solo quello...Alice1979 ha scritto:Speriamo che finalmente il metro si dia da fare e tiri fuori un po' di orgoglio...
L'intelligenza sulla terra è costante. La popolazione in aumento.
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Massimo ha scritto:Io avevo votato Oronzo Canànylanderfan ha scritto:Vero...però non ricordo cosa aveva votato wyoming.
eccolo anche io oltre ad un altro che non mi ricordo. Fischer pensavo si dovesse pescare al secondo giro
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Sei incorreggibile 
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Da tio.ch
HCL - 17/10/2013 - 07:03
"Sembra ridicolo dirlo, ma siamo sulla strada giusta"
Patrick Fischer ha fatto il punto della situazione, affrontando il tema della fiducia, analizzando le situazioni relative a Metropolit, a Fazzini e a Domenichelli
LUGANO – Tornato alla Resega dopo la quinta sconfitta consecutiva, maturata all’overtime a Bienne, abbiamo provato a tastare il polso all’allenatore del Lugano, Patrick Fischer. Il neo head coach bianconero, ancora una volta, si è espresso in maniera gentile e nel contempo schietta, spiegando la situazione della sua squadra.
“Nelle ultime tre partite siamo migliorati molto dal punto di vista difensivo; la realtà purtroppo dice che abbiamo fatto solo un punto, quando ne meritavamo diversi in più – ha esordito Fischer – Il problema è sempre lo stesso: dobbiamo essere più creativi e cattivi in attacco, ne parliamo ogni giorno in allenamento, ma manca un po’ di fiducia. Quando non si segna, anche nelle situazioni davanti allo slot, la frustrazione aumenta e, in momenti delicati come questi, diventa un difficoltà in più”.
A Bienne tutta la squadra si è impegnata, ha lottato come gruppo, eppure gli episodi hanno ancora una volta voltato le spalle al Lugano. “A nessuno piace perdere, fa male poi veder svanire dei punti così ma sappiamo che usciremo da questo periodo continuando a migliorare. Non dobbiamo aver paura di giocare e di fare errori, perché senza fiducia diventa difficile fare anche le cose più banali: queste sconfitte, inoltre, potranno darci la forza anche durante i playoff di affrontare a meglio le situazioni più delicate. Sembra ridicolo dirlo adesso, ma so che siamo sulla strada giusta”, ha spiegato l’allenatore bianconero.
Uno degli osservati speciali della serata dell’Eisstadion, dopo le dichiarazioni di sabato dello stesso Fischer, era Metropolit. “Sappiamo che i leader del gruppo devono fare la differenza: a Bienne questo non è avvenuto, ma Metro ha fatto i passaggi e le cose giuste che doveva fare, Heikkinen è andato al tiro in diverse circostanze. Per Glen questa situazione è frustrante, perché lui tiene tanto a questo club; sta anche a me aiutarlo ad uscire da questo difficile momento, ma so che gli basterebbe un gol per sbloccarsi”, ha continuato l’head coach bianconero.
Le reti degli attaccanti, appunto. Eppure Fazzini, andato a segno già in due circostanze in campionato, ultimamente non trova più ghiaccio. Come mai? “Con lui stiamo seguendo un programma speciale: fisicamente per me non è ancora a livello della LNA e deve raggiungerlo. Per dicembre sarà sicuramente pronto e voglio che nel momento decisivo della stagione sia pronto a darci una mano, perché è davvero un talento”.
Non potevamo non chiedere a Fischer un commento sull’affaire Domenichelli. “Sono sicuro che Hnat rilancerà la sua carriera dove andrà a giocare, ma qui a Lugano stiamo cercando di costruire anche una squadra per il futuro, puntando sui giovani. I rumors parlando tanto di uno scambio con Chiesa: sarebbe bello, ma non credo che sarà una cosa che si concretizzerà quest’anno; voglio solo dire che non ho mai avuto problemi con Hnat, è solo stata una decisione mirata al futuro, e non al breve termine”, ha concluso il 38enne nativo di Zugo.
HCL - 17/10/2013 - 07:03
"Sembra ridicolo dirlo, ma siamo sulla strada giusta"
Patrick Fischer ha fatto il punto della situazione, affrontando il tema della fiducia, analizzando le situazioni relative a Metropolit, a Fazzini e a Domenichelli
LUGANO – Tornato alla Resega dopo la quinta sconfitta consecutiva, maturata all’overtime a Bienne, abbiamo provato a tastare il polso all’allenatore del Lugano, Patrick Fischer. Il neo head coach bianconero, ancora una volta, si è espresso in maniera gentile e nel contempo schietta, spiegando la situazione della sua squadra.
“Nelle ultime tre partite siamo migliorati molto dal punto di vista difensivo; la realtà purtroppo dice che abbiamo fatto solo un punto, quando ne meritavamo diversi in più – ha esordito Fischer – Il problema è sempre lo stesso: dobbiamo essere più creativi e cattivi in attacco, ne parliamo ogni giorno in allenamento, ma manca un po’ di fiducia. Quando non si segna, anche nelle situazioni davanti allo slot, la frustrazione aumenta e, in momenti delicati come questi, diventa un difficoltà in più”.
A Bienne tutta la squadra si è impegnata, ha lottato come gruppo, eppure gli episodi hanno ancora una volta voltato le spalle al Lugano. “A nessuno piace perdere, fa male poi veder svanire dei punti così ma sappiamo che usciremo da questo periodo continuando a migliorare. Non dobbiamo aver paura di giocare e di fare errori, perché senza fiducia diventa difficile fare anche le cose più banali: queste sconfitte, inoltre, potranno darci la forza anche durante i playoff di affrontare a meglio le situazioni più delicate. Sembra ridicolo dirlo adesso, ma so che siamo sulla strada giusta”, ha spiegato l’allenatore bianconero.
Uno degli osservati speciali della serata dell’Eisstadion, dopo le dichiarazioni di sabato dello stesso Fischer, era Metropolit. “Sappiamo che i leader del gruppo devono fare la differenza: a Bienne questo non è avvenuto, ma Metro ha fatto i passaggi e le cose giuste che doveva fare, Heikkinen è andato al tiro in diverse circostanze. Per Glen questa situazione è frustrante, perché lui tiene tanto a questo club; sta anche a me aiutarlo ad uscire da questo difficile momento, ma so che gli basterebbe un gol per sbloccarsi”, ha continuato l’head coach bianconero.
Le reti degli attaccanti, appunto. Eppure Fazzini, andato a segno già in due circostanze in campionato, ultimamente non trova più ghiaccio. Come mai? “Con lui stiamo seguendo un programma speciale: fisicamente per me non è ancora a livello della LNA e deve raggiungerlo. Per dicembre sarà sicuramente pronto e voglio che nel momento decisivo della stagione sia pronto a darci una mano, perché è davvero un talento”.
Non potevamo non chiedere a Fischer un commento sull’affaire Domenichelli. “Sono sicuro che Hnat rilancerà la sua carriera dove andrà a giocare, ma qui a Lugano stiamo cercando di costruire anche una squadra per il futuro, puntando sui giovani. I rumors parlando tanto di uno scambio con Chiesa: sarebbe bello, ma non credo che sarà una cosa che si concretizzerà quest’anno; voglio solo dire che non ho mai avuto problemi con Hnat, è solo stata una decisione mirata al futuro, e non al breve termine”, ha concluso il 38enne nativo di Zugo.
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Bianconero#19
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Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Per ora la strada che stiamo facendo porta ai play-out
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Lord Burg ha scritto:Da tio.ch
HCL - 17/10/2013 - 07:03
"Sembra ridicolo dirlo, ma siamo sulla strada giusta"
Patrick Fischer ha fatto il punto della situazione, affrontando il tema della fiducia, analizzando le situazioni relative a Metropolit, a Fazzini e a Domenichelli
LUGANO – Tornato alla Resega dopo la quinta sconfitta consecutiva, maturata all’overtime a Bienne, abbiamo provato a tastare il polso all’allenatore del Lugano, Patrick Fischer. Il neo head coach bianconero, ancora una volta, si è espresso in maniera gentile e nel contempo schietta, spiegando la situazione della sua squadra.
“Nelle ultime tre partite siamo migliorati molto dal punto di vista difensivo; la realtà purtroppo dice che abbiamo fatto solo un punto, quando ne meritavamo diversi in più – ha esordito Fischer – Il problema è sempre lo stesso: dobbiamo essere più creativi e cattivi in attacco, ne parliamo ogni giorno in allenamento, ma manca un po’ di fiducia. Quando non si segna, anche nelle situazioni davanti allo slot, la frustrazione aumenta e, in momenti delicati come questi, diventa un difficoltà in più”.
A Bienne tutta la squadra si è impegnata, ha lottato come gruppo, eppure gli episodi hanno ancora una volta voltato le spalle al Lugano. “A nessuno piace perdere, fa male poi veder svanire dei punti così ma sappiamo che usciremo da questo periodo continuando a migliorare. Non dobbiamo aver paura di giocare e di fare errori, perché senza fiducia diventa difficile fare anche le cose più banali: queste sconfitte, inoltre, potranno darci la forza anche durante i playoff di affrontare a meglio le situazioni più delicate. Sembra ridicolo dirlo adesso, ma so che siamo sulla strada giusta”, ha spiegato l’allenatore bianconero.
Uno degli osservati speciali della serata dell’Eisstadion, dopo le dichiarazioni di sabato dello stesso Fischer, era Metropolit. “Sappiamo che i leader del gruppo devono fare la differenza: a Bienne questo non è avvenuto, ma Metro ha fatto i passaggi e le cose giuste che doveva fare, Heikkinen è andato al tiro in diverse circostanze. Per Glen questa situazione è frustrante, perché lui tiene tanto a questo club; sta anche a me aiutarlo ad uscire da questo difficile momento, ma so che gli basterebbe un gol per sbloccarsi”, ha continuato l’head coach bianconero.
Le reti degli attaccanti, appunto. Eppure Fazzini, andato a segno già in due circostanze in campionato, ultimamente non trova più ghiaccio. Come mai? “Con lui stiamo seguendo un programma speciale: fisicamente per me non è ancora a livello della LNA e deve raggiungerlo. Per dicembre sarà sicuramente pronto e voglio che nel momento decisivo della stagione sia pronto a darci una mano, perché è davvero un talento”.
Non potevamo non chiedere a Fischer un commento sull’affaire Domenichelli. “Sono sicuro che Hnat rilancerà la sua carriera dove andrà a giocare, ma qui a Lugano stiamo cercando di costruire anche una squadra per il futuro, puntando sui giovani. I rumors parlando tanto di uno scambio con Chiesa: sarebbe bello, ma non credo che sarà una cosa che si concretizzerà quest’anno; voglio solo dire che non ho mai avuto problemi con Hnat, è solo stata una decisione mirata al futuro, e non al breve termine”, ha concluso il 38enne nativo di Zugo.
Piuuuuuuuuuuuuuuuuuuu che gufata ragazzi
- nylanderfan
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Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Almeno è positivo, cosa che non guasta mai. Avanti popolo

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