Ripropongo il mio interrogativo.Kenta ha scritto:Ieri, non ricordo dove, ho letto un'intervista a Hirschi in cui Steve spiegava che il gioco di Shedden è veloce, aggressivo e va supportato da tanto pattinaggio. Scusate: ma non sono le stesse peculiarità del gioco di Fischer?
Lugano 2015/2016
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Re: Lugano 2015/2016
Davos, 1. marzo 1986: c'ero anch'io!
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Re: Lugano 2015/2016
Dipende da come lo fai. Non è mica una gara di short track.Kenta ha scritto:Ripropongo il mio interrogativo.Kenta ha scritto:Ieri, non ricordo dove, ho letto un'intervista a Hirschi in cui Steve spiegava che il gioco di Shedden è veloce, aggressivo e va supportato da tanto pattinaggio. Scusate: ma non sono le stesse peculiarità del gioco di Fischer?
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Re: Lugano 2015/2016
La sottile differenza, a mio modo di vedere, è che ora questo tipo di gioco è applicato e basato sul collettivo e non più sui singoli giocatori. Questo permette di far rendere al meglio ogni singolo elemento semplicemente per il fatto che se quest'ultimo commette un errore, i compagni sono pronti a reagire. In questo modo si esalta il gruppo e non l'ego del singolo.nylanderfan ha scritto:Dipende da come lo fai. Non è mica una gara di short track.Kenta ha scritto:Ripropongo il mio interrogativo.Kenta ha scritto:Ieri, non ricordo dove, ho letto un'intervista a Hirschi in cui Steve spiegava che il gioco di Shedden è veloce, aggressivo e va supportato da tanto pattinaggio. Scusate: ma non sono le stesse peculiarità del gioco di Fischer?
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In queste partite ho visto riprendere vigore gente come Ulmer, Vauclair, Walker, Sannitz, la quarta linea... Soprattutto gli attaccanti che ho citato... ma vi rendete conto che prima erano trattati da comprimari? Da semplici manovali al servizio delle star?
Ora tutti sono tenuti a fare tutto, anche la terza e la quarta linea hanno il diritto di andare in goal e non solo l’obbligo di ruzzare e difendere! Il risultato di questa tattica è li chiaro da vedere: quando le star non sono in serata ci pensano i gregari, i Morini, i Walker, i Bertaggia e i Fazzini.
Niente più gerarchie, niente più linee aristocratiche e linee plebee… ora si vince e si perde tutti insieme finalmente… questo non può che far bene al gruppo e di riflesso ad ogni singolo elemento... e non da ultimo permette ai giovani di crescere.
Ora credo che è venuto il momento anche per noi tifosi di cominciare a vedere questo “nuovo Lugano” come un gruppo e se critica deve esserci, come è giusto che sia, la si faccia su una visione generale e non più accanendosi su questo e quel giocatore “…perché tanto è colpa sua!”.
Ragazzi… non so se quello che ho sentito ieri sera nei “famosi corridoi parlanti” della Resega sia vero… ma questi mormoravano di un Filppula sull’orlo del baratro in quanto umiliato pesantemente e ripetutamente da Fischer durante gli allenamenti… cosa peraltro ripetutasi più palesemente anche con Brunner e con Klasen in partita. Questo “clima di terrore”, e secondo me anche di poco rispetto verso i giocatori, ha fatto precipitare la squadra nel buco nero da dove, grazie a Shedden, forse stiamo definitivamente uscendo.
Il buon Patrick, che ho sempre difeso e sostenuto, in fatto di psicologia ha delle carenze pazzesche… se vuole proseguire nella sua carriera di allenatore forse dovrebbe lavorare un pochino su questo aspetto.
Detto questo... stiamo tornando!!!!
Ultima modifica di Bernie il 18 nov 2015, 9:37, modificato 1 volta in totale.
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Re: Lugano 2015/2016
Non dimentichiamo CurcioBernie ha scritto:Questo “clima di terrore”, e secondo me anche di poco rispetto verso i giocatori, ha fatto precipitare la squadra nel buco nero da dove, grazie a Shedden, forse stiamo definitivamente uscendo.
Re: Lugano 2015/2016
Purtroppo è così. Ho difeso PF pure io. Ma alla fine mi sono sbagliato come molti credo. La sua paura ha fatto sì che per difendersi puniva chi poteva minare il suo potere e questo è il risultato. Ora come ora però non siamo guariti ma siamo sulla buona strada. Dai ragazzi non si molla un cazzo.
Re: Lugano 2015/2016
Avete notato quante volte nelle interviste si leggono cose del tipo "con Shedden ognuno sa cosa deve fare"? Implicitamente stanno tutti dicendo che prima regnava il chaos.
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Re: Lugano 2015/2016
Comunque torno a ripetere che sulla lunga distanza uno dei dati più importanti riguarda la percentuale di reti realizzate dai giocatori svizzeri. A fine regular season 2014/2015 la percentuale era del 52,3 % attualmente è ben del 63,5%. Questo vuol dire squadra più completa e solo così si può pensare di andare più in avanti.
Uno degli aspetti che si imputavano a Fischer era quello di credere che offensivamente solo le prime due linee avessero un ruolo importante. Senza contare i continui doppi turni dei giocatori "migliori".
Uno degli aspetti che si imputavano a Fischer era quello di credere che offensivamente solo le prime due linee avessero un ruolo importante. Senza contare i continui doppi turni dei giocatori "migliori".
Re: Lugano 2015/2016
Se non ho contato male, nelle ultime 8 partite alla resega (quindi tutte tranne le prime 3) abbiamo fatto 22 punti su 24! (Una solo sconfitta con lo Zurigo all'OT)
Re: Lugano 2015/2016
in casa non ci sono molti problemi, anche con PF si giocava abbastanza bene, è in trasferta che dobbiamo assolutamente cambiare registro
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Re: Lugano 2015/2016
Due stregoni e i loro numeri magici
Con Shedden e Kossmann in panchina Lugano e Ambrì Piotta viaggiano a una media di 2 punti a partita, segnano di più e subiscono di meno

I due "stregoni".
© Keystone
F.L.
LUGANO/AMBRÌ - Il Ticino dell'hockey su ghiaccio era diventato un luogo da romanzo fantasy, una landa desolata in cui il sole – già di per sé pallido – non poteva splendere contemporaneamente a Sud e a Nord del regno. Mai, nel primo mese e mezzo di campionato, Lugano e Ambrì avevano conquistato 3 punti a testa nella stessa serata. Solo in un'occasione, alla seconda giornata (il 12 settembre), avevano vinto entrambe, ma dopo i tempi regolamentari.
Improvvisamente, da terre lontane, sono arrivati due abili stregoni capaci di spezzare il maleficio al primo tentativo. Lo scorso 30 ottobre, al loro esordio in campionato, Doug Shedden e Hans Kossmann si sono presi l'intero bottino: Lugano-Langnau 4-2; Friburgo-Ambrì 2-5. La storia si è ripetuta martedì sera: Lugano-Berna 6-3; Ambrì-Losanna 4-1. Lo hanno fatto con pozioni diverse, ma altrettanto efficaci. E apparentemente semplici. Non tutto funziona alla perfezione, ma il trend è sicuramente positivo.
Lo dicono le cifre
Semplicità, cinismo, concretezza, portieri all'altezza. Ad eccezione di qualche passaggio a vuoto, la riscossa delle ticinesi è dovuta a questi ingredienti. Sono sempre i numeri a dirlo, a cominciare dall'attacco. Già tre volte, dall'esonero di Fischer, il Lugano ha segnato 6 gol in una sola serata (nel citato derby di Wohlwend, a Losanna e col Berna). Prima di Shedden, la media era di 2,41 reti a partita; con il canadese è stata di 3,67. Più affidabile anche la difesa, che da 3,18 gol subiti a incontro è scesa a 2,67 nelle ultime sei uscite. A livello di singoli, ad aver cambiato marcia sotto la guida del tecnico canadese sono stati Klasen (4 gol/4 assist), Brunner (2/5) e Sannitz (4/1). Ma tutti – da Martensson alla linea dei giovani – hanno mostrato progressi.
Anche l'Ambrì Piotta sta prendendo più confidenza con il gol, malgrado un match a bocca asciutta (a Zugo). Con Pelletier i biancoblù segnavano 2,76 reti a partita, con Kossmann ne realizzano 3. Meglio ancora la difesa: da 3,6 gol incassati a 2,6. La cura, in queste 5 partite, ha fatto bene soprattutto a Pestoni (2 gol/5 assist), Giroux (4/1) e Duca (2/2), tornati concreti e incisivi.
http://www.cdt.ch/sport/hockey/143349/d ... m=facebook
Con Shedden e Kossmann in panchina Lugano e Ambrì Piotta viaggiano a una media di 2 punti a partita, segnano di più e subiscono di meno

I due "stregoni".
© Keystone
F.L.
LUGANO/AMBRÌ - Il Ticino dell'hockey su ghiaccio era diventato un luogo da romanzo fantasy, una landa desolata in cui il sole – già di per sé pallido – non poteva splendere contemporaneamente a Sud e a Nord del regno. Mai, nel primo mese e mezzo di campionato, Lugano e Ambrì avevano conquistato 3 punti a testa nella stessa serata. Solo in un'occasione, alla seconda giornata (il 12 settembre), avevano vinto entrambe, ma dopo i tempi regolamentari.
Improvvisamente, da terre lontane, sono arrivati due abili stregoni capaci di spezzare il maleficio al primo tentativo. Lo scorso 30 ottobre, al loro esordio in campionato, Doug Shedden e Hans Kossmann si sono presi l'intero bottino: Lugano-Langnau 4-2; Friburgo-Ambrì 2-5. La storia si è ripetuta martedì sera: Lugano-Berna 6-3; Ambrì-Losanna 4-1. Lo hanno fatto con pozioni diverse, ma altrettanto efficaci. E apparentemente semplici. Non tutto funziona alla perfezione, ma il trend è sicuramente positivo.
Lo dicono le cifre
Semplicità, cinismo, concretezza, portieri all'altezza. Ad eccezione di qualche passaggio a vuoto, la riscossa delle ticinesi è dovuta a questi ingredienti. Sono sempre i numeri a dirlo, a cominciare dall'attacco. Già tre volte, dall'esonero di Fischer, il Lugano ha segnato 6 gol in una sola serata (nel citato derby di Wohlwend, a Losanna e col Berna). Prima di Shedden, la media era di 2,41 reti a partita; con il canadese è stata di 3,67. Più affidabile anche la difesa, che da 3,18 gol subiti a incontro è scesa a 2,67 nelle ultime sei uscite. A livello di singoli, ad aver cambiato marcia sotto la guida del tecnico canadese sono stati Klasen (4 gol/4 assist), Brunner (2/5) e Sannitz (4/1). Ma tutti – da Martensson alla linea dei giovani – hanno mostrato progressi.
Anche l'Ambrì Piotta sta prendendo più confidenza con il gol, malgrado un match a bocca asciutta (a Zugo). Con Pelletier i biancoblù segnavano 2,76 reti a partita, con Kossmann ne realizzano 3. Meglio ancora la difesa: da 3,6 gol incassati a 2,6. La cura, in queste 5 partite, ha fatto bene soprattutto a Pestoni (2 gol/5 assist), Giroux (4/1) e Duca (2/2), tornati concreti e incisivi.
http://www.cdt.ch/sport/hockey/143349/d ... m=facebook
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