nylanderfan ha scritto:Kenta ha scritto:Kenta ha scritto:Ieri, non ricordo dove, ho letto un'intervista a Hirschi in cui Steve spiegava che il gioco di Shedden è veloce, aggressivo e va supportato da tanto pattinaggio. Scusate: ma non sono le stesse peculiarità del gioco di Fischer?
Ripropongo il mio interrogativo.
Dipende da come lo fai. Non è mica una gara di short track.
Sent from the Fifth Dimension using the Tricorder
La sottile differenza, a mio modo di vedere, è che ora questo tipo di gioco è applicato e basato sul collettivo e non più sui singoli giocatori. Questo permette di far rendere al meglio ogni singolo elemento semplicemente per il fatto che se quest'ultimo commette un errore, i compagni sono pronti a reagire. In questo modo si esalta il gruppo e non l'ego del singolo.
In queste partite ho visto riprendere vigore gente come Ulmer, Vauclair, Walker, Sannitz, la quarta linea... Soprattutto gli attaccanti che ho citato... ma vi rendete conto che prima erano trattati da comprimari? Da semplici manovali al servizio delle star?
Ora tutti sono tenuti a fare tutto, anche la terza e la quarta linea hanno il diritto di andare in goal e non solo l’obbligo di ruzzare e difendere! Il risultato di questa tattica è li chiaro da vedere: quando le star non sono in serata ci pensano i gregari, i Morini, i Walker, i Bertaggia e i Fazzini.
Niente più gerarchie, niente più linee aristocratiche e linee plebee… ora si vince e si perde tutti insieme finalmente… questo non può che far bene al gruppo e di riflesso ad ogni singolo elemento... e non da ultimo permette ai giovani di crescere.
Ora credo che è venuto il momento anche per noi tifosi di cominciare a vedere questo “nuovo Lugano” come un gruppo e se critica deve esserci, come è giusto che sia, la si faccia su una visione generale e non più accanendosi su questo e quel giocatore “…perché tanto è colpa sua!”.
Ragazzi… non so se quello che ho sentito ieri sera nei “famosi corridoi parlanti” della Resega sia vero… ma questi mormoravano di un Filppula sull’orlo del baratro in quanto umiliato pesantemente e ripetutamente da Fischer durante gli allenamenti… cosa peraltro ripetutasi più palesemente anche con Brunner e con Klasen in partita. Questo “clima di terrore”, e secondo me anche di poco rispetto verso i giocatori, ha fatto precipitare la squadra nel buco nero da dove, grazie a Shedden, forse stiamo definitivamente uscendo.
Il buon Patrick, che ho sempre difeso e sostenuto, in fatto di psicologia ha delle carenze pazzesche… se vuole proseguire nella sua carriera di allenatore forse dovrebbe lavorare un pochino su questo aspetto.
Detto questo... stiamo tornando!!!!
