Patrick Fischer, il nostro ex-allenatore
Moderatore: Thor41
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Oh Yeah !! Cominciavo a preoccuparmi, bellissima notizia!
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Ottima notizia, se tutto va bene tra qualche anno faremo di nuovo paura.
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Molto bene!! Avanti così. Ci voleva proprio. Secondo me prepariamoci a nuove partenze.... per soldi o NO... hi hi

Semper fidelis!
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
E ora via con la campagna acquisti e/o i rinnovi in scadenza.
Questo spiega la situazione di stallo di questi giorni.
Questo spiega la situazione di stallo di questi giorni.
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
......sarà periodo di colloqui personali. Poi lo avevano detto che stavano programmando la stagione 2014/2015.
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Secondo me di quelli in scadenza ne rimarran pochi, l'epurazione cominciata con Domenichelli non è certamente finita qui...
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
gladiatore
LUGANO – La stabilità rende più sicuri. Partendo da questo presupposto si può tranquillamente scrivere che, firmato il rinnovo contrattuale fino al termine della stagione 2015/2016, d'ora in poi, quando entrerà nello spogliatoio del Lugano, a Patrick Fischer le gambe tremeranno meno. Se mai gli sono tremate.
Duro, schietto, trasparente e determinato, il coach bianconero ha infatti, nei primi mesi di comando alla Resega, dimostrato di non temere il confronto con alcuno. Che si tratti di un big dallo stipendio – e dall’ego – importanti o che si tratti di un giovane.
“Fischer non guarda in faccia a nessuno - ci ha confidato ieri Roland Habisreutinger – anche questo ci ha spinto a legarci a lui”. La società è dunque più che soddisfatta della scelta fatta. Ma lui, Fischer, avrà solo pensieri positivi?
“Sono ovviamente felice di aver prolungato il mio contratto con la società – è intervenuto il coach bianconero – questo mi darà la possibilità di continuare il lavoro, che ritengo proficuo, già cominciato qualche mese fa. E poi mi piace molto questo club e mi piace molto Lugano. Rimarrò sempre legato a questi luoghi”.
La conferma ti darà maggior peso al momento di decidere…
“Già nel recente passato, nonostante il mio accordo e quello di Peter (Andresson, ndr) avessero una durata limitata, non ci si è mai tirati indietro. No, il potere decisionale non cambierà. Penso piuttosto sarà molto più semplice per la società muoversi sul mercato. È indubbio infatti che i giocatori, prima di scegliere cosa fare, vogliano sapere chi troveranno in panchina. Così il Lugano potrà “spendere” il mio nome in sede di trattativa”.
Se quindi, in LNA, hai più nemici che amici per il club sarà più complicato trovare qualche accordo…
“Spero di aver coltivato buoni rapporti con gli atleti – ha continuato divertito Fischer – tra la mia carriera di giocatore e quella di assistant coach della Nazionale spero di non aver creato problemi. Scherzi a parte, mi auguro che la certezza della guida tecnica possa essere un punto di partenza per la società, che possa agevolarla”.
Che tipo di coach è Fischer, uno che si stufa ogni due o tre anni o uno che può diventare il Del Curto bianconero?
“È difficile da dire. Non so, davvero, quanto tempo potrò rimanere alla Resega. Per il momento, facciamo così, pensiamo solo a fare un buon lavoro, a divertire chi ci segue e a regalare delle grandi emozioni. Poi vedremo. Come giocatore ogni quattro-cinque anni avevo il desiderio di cambiare, per provare esperienze nuove. Ora però sono maturato. Magari mi fermerò qui a lungo…”.
Quando si firmano dei contratti ci si pongono degli obiettivi. Il Lugano cosa ti ha chiesto?
“Di vincere cinque titoli nei prossimi tre anni – ha aggiunto tra le risate l’allenatore bianconero – non si è parlato di traguardi prestabiliti. Di campionati, finali o altro. Un club come questo ha, tuttavia sempre un solo scopo: quello di trionfare. Prima o poi vogliamo tornare a sollevare quella coppa. Non vi dirò che sarà quest’anno o il prossimo. Non vi darò una data precisa. Ma ce la faremo e sarà molto presto”.
LUGANO – La stabilità rende più sicuri. Partendo da questo presupposto si può tranquillamente scrivere che, firmato il rinnovo contrattuale fino al termine della stagione 2015/2016, d'ora in poi, quando entrerà nello spogliatoio del Lugano, a Patrick Fischer le gambe tremeranno meno. Se mai gli sono tremate.
Duro, schietto, trasparente e determinato, il coach bianconero ha infatti, nei primi mesi di comando alla Resega, dimostrato di non temere il confronto con alcuno. Che si tratti di un big dallo stipendio – e dall’ego – importanti o che si tratti di un giovane.
“Fischer non guarda in faccia a nessuno - ci ha confidato ieri Roland Habisreutinger – anche questo ci ha spinto a legarci a lui”. La società è dunque più che soddisfatta della scelta fatta. Ma lui, Fischer, avrà solo pensieri positivi?
“Sono ovviamente felice di aver prolungato il mio contratto con la società – è intervenuto il coach bianconero – questo mi darà la possibilità di continuare il lavoro, che ritengo proficuo, già cominciato qualche mese fa. E poi mi piace molto questo club e mi piace molto Lugano. Rimarrò sempre legato a questi luoghi”.
La conferma ti darà maggior peso al momento di decidere…
“Già nel recente passato, nonostante il mio accordo e quello di Peter (Andresson, ndr) avessero una durata limitata, non ci si è mai tirati indietro. No, il potere decisionale non cambierà. Penso piuttosto sarà molto più semplice per la società muoversi sul mercato. È indubbio infatti che i giocatori, prima di scegliere cosa fare, vogliano sapere chi troveranno in panchina. Così il Lugano potrà “spendere” il mio nome in sede di trattativa”.
Se quindi, in LNA, hai più nemici che amici per il club sarà più complicato trovare qualche accordo…
“Spero di aver coltivato buoni rapporti con gli atleti – ha continuato divertito Fischer – tra la mia carriera di giocatore e quella di assistant coach della Nazionale spero di non aver creato problemi. Scherzi a parte, mi auguro che la certezza della guida tecnica possa essere un punto di partenza per la società, che possa agevolarla”.
Che tipo di coach è Fischer, uno che si stufa ogni due o tre anni o uno che può diventare il Del Curto bianconero?
“È difficile da dire. Non so, davvero, quanto tempo potrò rimanere alla Resega. Per il momento, facciamo così, pensiamo solo a fare un buon lavoro, a divertire chi ci segue e a regalare delle grandi emozioni. Poi vedremo. Come giocatore ogni quattro-cinque anni avevo il desiderio di cambiare, per provare esperienze nuove. Ora però sono maturato. Magari mi fermerò qui a lungo…”.
Quando si firmano dei contratti ci si pongono degli obiettivi. Il Lugano cosa ti ha chiesto?
“Di vincere cinque titoli nei prossimi tre anni – ha aggiunto tra le risate l’allenatore bianconero – non si è parlato di traguardi prestabiliti. Di campionati, finali o altro. Un club come questo ha, tuttavia sempre un solo scopo: quello di trionfare. Prima o poi vogliamo tornare a sollevare quella coppa. Non vi dirò che sarà quest’anno o il prossimo. Non vi darò una data precisa. Ma ce la faremo e sarà molto presto”.
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Bene Bene e ancora Bene... Vuoi vedere che un nazionale in difesa ci arriva ancora???
- nylanderfan
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Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
from Bure to Boeser


Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
HCL Fischer rinnova l'ottimismo «Torneremo ad avere successo»
«Il contratto fino al 2016 mi aiuterà a fare mercato - Rüfenacht? Mi fido»
FERNANDO LAVEZZO (CdT)
■ Clima rilassato ieri mattina alla Resega. Alla vigilia di un weekend libero, Patrick Fischer ha organizzato un allenamento molto divertente: maglie bianche contro maglie nere a sfidarsi in varie prove, compreso un amichevole match pugilistico tra Dal Pian e Kostner. Il più sereno di tutti è proprio il coach, fresco di rinnovo fino al 2016: «Sono contento, non era scontato. In primavera, quando mi hanno scelto, il discorso era chiaro: vediamo come vanno le cose e poi valutiamo. Il Lugano aveva bisogno tempo per capire se avrebbe apprezzato il lavoro che sto facendo insieme ad Andersson. Il fatto che abbiano deciso così presto è un segnale forte, la conferma che siamo sulla strada giusta. Il mio lavoro è appena cominciato: non sono soddisfatto della classifica, ma è bello vedere quante difficoltà abbiamo saputo superare come squadra».
La società ha appoggiato tutte le decisioni forti di Fischer. Questo è stato un fattore determinante?
«Il Lugano, quando ha scelto me e Peter, conosceva il nostro carattere e sapeva che avremmo agito così. Noi due non viviamo nella paura. Abbiamo preso decisioni che possono sembrare drastiche, ma che per noi sono normali. Sono scelte che vanno fatte, nella vita e nell'hockey. Il club ha dimostrato lo stesso coraggio dandoci fiducia».
Firmare è stato forse più difficile per Andersson, che aveva altre opzioni come head coach.
«È vero, ma abbiamo parlato molto apertamente. Gli ho chiesto se era ancora disposto a fare l'assistente in futuro e lui mi ha detto di sì. Sono contentissimo che abbia accettato. Noi due abbiamo un obiettivo comune e vogliamo raggiungerlo insieme. Peter è un uomo di squadra come me: non è importante chi sia il primo e chi il secondo, conta solo il risultato. So benissimo che lui potrebbe fare l'allenatore capo in Svezia o anche in Svizzera. È un vincente e il fatto che voglia restare qui mi conferma ciò che già sapevo: anche lui crede che a Lugano ci sono le possibilità per fare bene».
Cosa cambia ora che lo staff tecnico è stato confermato?
«Nel lavoro quotidiano nulla, continueremo infatti a portare avanti i nostri valori. Vogliamo trasparenza, giocatori che lottano e un buon spirito di gruppo, in cui ognuno si diverte e rispetta gli altri».
Ora, però, sarà più facile programmare a lungo termine.
«Lo facciamo già: quando pianti un seme non puoi tornare il giorno dopo e sperare che sia cresciuto qualcosa. Io e Andersson stiamo cambiando un po' le cose, la mentalità. Entrambi sappiamo quanto sia bello vincere qui a Lugano. Vogliamo tornare ad avere successo. E ci riusciremo».
Grazie a questo rinnovo, sarà più facile fare mercato?
«Per la prossima stagione sto già parlando con alcuni giocatori. Ce ne sono un paio in scadenza che tante squadre vorrebbero ingaggiare. Sono convinto che a Lugano arriveranno buoni giocatori, come piacciono a noi, che portano velocità, fisico e cuore. Il rinnovo mi aiuta molto nelle discussioni, perché ora tutti sanno che io sarò qui anche in futuro».
Rüfenacht se ne andrà: come lo gestirai fino a fine stagione?
«Giovedì abbiamo parlato a lungo. All'inizio ci sono rimasto male e forse anche lui non era così convinto di andare via e ha preso una decisione emotiva. Mi fido di lui, è uno che dà sempre tutto. Fa ancora parte di questa squadra. È fastidioso che in Svizzera si pensi così presto alla stagione seguente, ma riflettendoci, mi sono ricordato che anch'io da giocatore mi sono trovato in questa situazione per ben tre volte. Ho capito che in certi casi non c'è un colpevole. Io e Thomas ci siamo chiariti e sono contento che tornerà presto a disposizione».
Bella intervista con alcuni passaggi interessanti sul mercato e su Rüfi...

«Il contratto fino al 2016 mi aiuterà a fare mercato - Rüfenacht? Mi fido»
FERNANDO LAVEZZO (CdT)
■ Clima rilassato ieri mattina alla Resega. Alla vigilia di un weekend libero, Patrick Fischer ha organizzato un allenamento molto divertente: maglie bianche contro maglie nere a sfidarsi in varie prove, compreso un amichevole match pugilistico tra Dal Pian e Kostner. Il più sereno di tutti è proprio il coach, fresco di rinnovo fino al 2016: «Sono contento, non era scontato. In primavera, quando mi hanno scelto, il discorso era chiaro: vediamo come vanno le cose e poi valutiamo. Il Lugano aveva bisogno tempo per capire se avrebbe apprezzato il lavoro che sto facendo insieme ad Andersson. Il fatto che abbiano deciso così presto è un segnale forte, la conferma che siamo sulla strada giusta. Il mio lavoro è appena cominciato: non sono soddisfatto della classifica, ma è bello vedere quante difficoltà abbiamo saputo superare come squadra».
La società ha appoggiato tutte le decisioni forti di Fischer. Questo è stato un fattore determinante?
«Il Lugano, quando ha scelto me e Peter, conosceva il nostro carattere e sapeva che avremmo agito così. Noi due non viviamo nella paura. Abbiamo preso decisioni che possono sembrare drastiche, ma che per noi sono normali. Sono scelte che vanno fatte, nella vita e nell'hockey. Il club ha dimostrato lo stesso coraggio dandoci fiducia».
Firmare è stato forse più difficile per Andersson, che aveva altre opzioni come head coach.
«È vero, ma abbiamo parlato molto apertamente. Gli ho chiesto se era ancora disposto a fare l'assistente in futuro e lui mi ha detto di sì. Sono contentissimo che abbia accettato. Noi due abbiamo un obiettivo comune e vogliamo raggiungerlo insieme. Peter è un uomo di squadra come me: non è importante chi sia il primo e chi il secondo, conta solo il risultato. So benissimo che lui potrebbe fare l'allenatore capo in Svezia o anche in Svizzera. È un vincente e il fatto che voglia restare qui mi conferma ciò che già sapevo: anche lui crede che a Lugano ci sono le possibilità per fare bene».
Cosa cambia ora che lo staff tecnico è stato confermato?
«Nel lavoro quotidiano nulla, continueremo infatti a portare avanti i nostri valori. Vogliamo trasparenza, giocatori che lottano e un buon spirito di gruppo, in cui ognuno si diverte e rispetta gli altri».
Ora, però, sarà più facile programmare a lungo termine.
«Lo facciamo già: quando pianti un seme non puoi tornare il giorno dopo e sperare che sia cresciuto qualcosa. Io e Andersson stiamo cambiando un po' le cose, la mentalità. Entrambi sappiamo quanto sia bello vincere qui a Lugano. Vogliamo tornare ad avere successo. E ci riusciremo».
Grazie a questo rinnovo, sarà più facile fare mercato?
«Per la prossima stagione sto già parlando con alcuni giocatori. Ce ne sono un paio in scadenza che tante squadre vorrebbero ingaggiare. Sono convinto che a Lugano arriveranno buoni giocatori, come piacciono a noi, che portano velocità, fisico e cuore. Il rinnovo mi aiuta molto nelle discussioni, perché ora tutti sanno che io sarò qui anche in futuro».
Rüfenacht se ne andrà: come lo gestirai fino a fine stagione?
«Giovedì abbiamo parlato a lungo. All'inizio ci sono rimasto male e forse anche lui non era così convinto di andare via e ha preso una decisione emotiva. Mi fido di lui, è uno che dà sempre tutto. Fa ancora parte di questa squadra. È fastidioso che in Svizzera si pensi così presto alla stagione seguente, ma riflettendoci, mi sono ricordato che anch'io da giocatore mi sono trovato in questa situazione per ben tre volte. Ho capito che in certi casi non c'è un colpevole. Io e Thomas ci siamo chiariti e sono contento che tornerà presto a disposizione».
Bella intervista con alcuni passaggi interessanti sul mercato e su Rüfi...
#RIDATECI-IL-NOSTRO-LUGANO!!