Bellissimooooo
Patrick Fischer, il nostro ex-allenatore
Moderatore: Thor41
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Lo ha fatto per trovare più feeling con il collega 
"Non può piovere per sempre.."
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
AléLugano ha scritto:Lo ha fatto per trovare più feeling con il collega
“It gives me a migraine headache - Thinking down to your level”
(Megadeth – “Sweating Bullets”)
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Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
ce l'ha vinto lui questo derby. si trova la squadra dimezzata, cambia le linee e vinciamo il terzo tempo 3-0. Grandissimo!
- nylanderfan
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Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Beh ieri non si può certo dire che abbia avuto un coaching passivo.
Penso che comunque questo gruppo sia cresciuto molto nel momento difficile dovuto ai vari infortuni e ai risultati insoddisfacenti. In una partita i ruoli diventano quindi più facilmente intercambiabili. Sarà interessante vedere le scelte di Fischer per la partita di stasera.
Non c'è dubbio comunque che il nostro staff tecnico è più che preparato.
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Penso che comunque questo gruppo sia cresciuto molto nel momento difficile dovuto ai vari infortuni e ai risultati insoddisfacenti. In una partita i ruoli diventano quindi più facilmente intercambiabili. Sarà interessante vedere le scelte di Fischer per la partita di stasera.
Non c'è dubbio comunque che il nostro staff tecnico è più che preparato.
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- nylanderfan
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Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
"Siamo secondi e non dobbiamo mollare"
Patrick Fischer si gode il secondo posto in classifica ma guarda alla sfida contro il Friborgo: rientrano Maurer e Reuille, mentre Pettersson non ci sarà neanche nel weekend
Articolo di add

Ti-Press / Gabriele Putzu
LUGANO – Dopo aver ottenuto la posta piena nel weekend appena passato, in casa Lugano è tempo di tornare a calzare i pattini e tornare in pista: martedì sera, alla Resega, arriva il Friborgo. Sarà un scontro diretto importante con i bianconeri che, portatisi in seconda posizione in classifica per la prima volta in stagione, cercheranno di conservarla per chiudere nei primi quattro posti al termine della regular season.
“Settimana scorsa abbiamo centrato i nostri obiettivi: dopo la vittoria nel derby, era difficile riconfermarsi a Bienne. Ci siamo riusciti e siamo secondi in classifica: quest’anno ne abbiamo passate di tutti i colori, ora non vogliamo fermarci – ha esordito Fischer – vogliamo difendere questo posto che è il frutto di un grande lavoro”.
Se a inizio stagione si diceva che mancava la fiducia in squadra visti i pessimi risultati… ora si può dire che il clima sia completamente l’opposto. “Ho visti i ragazzi molto solari, felici ma concentrati… Dobbiamo sapere che la nostra arma è il lavoro: quindi ben venga la fiducia, ma non dobbiamo mollare di un centimetro”, ha sancito Fischer che ha bene in mente i suoi obiettivi.
La sfida contro il Friborgo sarà quindi un banco di prova importante, nonostante le dieci vittorie nelle ultime tredici partite. I bianconeri scenderanno in pista con la stessa formazione vista a Bienne, fatta eccezione per i rientri di Reuille e Maurer: “Sono contento di riaverli a disposizione, mentre per gli altri dovremo aspettare ancora un po’. Pettersson non credo che sarà in grado di rientrare durante questa settimana, neanche nel weekend, così come Kostner (mini frattura al piede, ndr) e Conne (mononucleosi, ndr)”, ha concluso l’head coach del Lugano.
http://www.tio.ch/News/Sport/774323/Sia ... o-mollare/
Patrick Fischer si gode il secondo posto in classifica ma guarda alla sfida contro il Friborgo: rientrano Maurer e Reuille, mentre Pettersson non ci sarà neanche nel weekend
Articolo di add

Ti-Press / Gabriele Putzu
LUGANO – Dopo aver ottenuto la posta piena nel weekend appena passato, in casa Lugano è tempo di tornare a calzare i pattini e tornare in pista: martedì sera, alla Resega, arriva il Friborgo. Sarà un scontro diretto importante con i bianconeri che, portatisi in seconda posizione in classifica per la prima volta in stagione, cercheranno di conservarla per chiudere nei primi quattro posti al termine della regular season.
“Settimana scorsa abbiamo centrato i nostri obiettivi: dopo la vittoria nel derby, era difficile riconfermarsi a Bienne. Ci siamo riusciti e siamo secondi in classifica: quest’anno ne abbiamo passate di tutti i colori, ora non vogliamo fermarci – ha esordito Fischer – vogliamo difendere questo posto che è il frutto di un grande lavoro”.
Se a inizio stagione si diceva che mancava la fiducia in squadra visti i pessimi risultati… ora si può dire che il clima sia completamente l’opposto. “Ho visti i ragazzi molto solari, felici ma concentrati… Dobbiamo sapere che la nostra arma è il lavoro: quindi ben venga la fiducia, ma non dobbiamo mollare di un centimetro”, ha sancito Fischer che ha bene in mente i suoi obiettivi.
La sfida contro il Friborgo sarà quindi un banco di prova importante, nonostante le dieci vittorie nelle ultime tredici partite. I bianconeri scenderanno in pista con la stessa formazione vista a Bienne, fatta eccezione per i rientri di Reuille e Maurer: “Sono contento di riaverli a disposizione, mentre per gli altri dovremo aspettare ancora un po’. Pettersson non credo che sarà in grado di rientrare durante questa settimana, neanche nel weekend, così come Kostner (mini frattura al piede, ndr) e Conne (mononucleosi, ndr)”, ha concluso l’head coach del Lugano.
http://www.tio.ch/News/Sport/774323/Sia ... o-mollare/
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Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Interessante intervista a Fischer su 20min.ch
«Titel lieber früher als später»
von Marcel Allemann - Mitte Oktober noch Elfter, jetzt auf Rang 2. Trainer-Rookie Patrick Fischer (38) erklärt das Lugano-Wunder.
Patrick Fischer, Sie tragen neuerdings einen Kurzhaarschnitt. Haben Sie gegen Ihre Spieler eine Wette verloren?
Patrick Fischer: Das werde ich derzeit oft gefragt, aber dem ist nicht so. Wie schon oft in meinem Leben wollte ich einfach mal wieder die Haare schneiden. Mal trage ich sie länger, mal kürzer, so ist das eben bei mir.
Was geht in Ihnen vor, wenn Sie derzeit die Tabelle anschauen und Lugano auf Rang 2 sehen?
Das ist natürlich schön. Vor allem, wenn man bedenkt, was wir in dieser Saison durchgemacht haben. Wenn man ein Team zu diesem Zeitpunkt auf Rang 2 liegen sieht, denkt man, die würden einfach eine gute Saison spielen. Aber bei uns war das zu Beginn ja überhaupt nicht so, wir hatten einige Turbulenzen und mussten etwelche Hindernisse überwinden, um uns nach vorne zu arbeiten. Umso wichtiger ist es nun, dass wir den eingeschlagenen Weg fortsetzen und diesen Platz verteidigen.
Hand aufs Herz: Fragten Sie sich nie, ob Sie wirklich der richtige Mann sind, als Lugano im Oktober auf Rang 11 lag?
Zweifel hatte ich nie. Wir haben bewusst einige Sachen im Vergleich zum Vorjahr geändert, hätten jedoch nicht erwartet, dass es so schwierig wird, bis diese greifen. Man darf aber auch nicht vergessen, dass uns damals sechs der aktuellen Stürmer fehlten, zudem haben wir uns taktisch gesteigert. Es war ein Prozess.
Und für diesen Aufschwung hat es die Kaderkorrekturen, die Sie im Verlauf der Saison vornahmen, gebraucht?
Auf jeden Fall. Domenichelli passte nicht in unser System, Murray und Fritsche hatten in unserem System eine Rolle mit wenig Eiszeit und dafür waren sie zu teuer. Durch die getätigten Zuzüge haben wir mehr Tempo und Physis erhalten. Das hilft uns enorm.
Und nun kommt es heute tatsächlich in Lugano zum Spitzenkampf gegen Fribourg...
Das ist für uns ein sehr wichtiges Spiel, denn wir möchten den zweiten Rang unbedingt behalten. Am letzten Wochenende spielten wir nicht wirklich gut, nun haben wir diese Woche mit Fribourg, Servette und Bern drei Gegner, die uns aufzeigen werden, ob wir die aktuelle Tabellenposition wirklich verdienen.
Ich nehme an, Ihr Trainerleben gestaltet sich im Januar 2014 ebenfalls um einiges angenehmer als noch im Oktober 2013?
Es ist sicher vieles einfacher geworden. Allerdings bin ich kein Mensch, der Schwierigkeiten scheut, in solchen Phasen lernt man jeweils am meisten. Das Tessin ist eine sehr emotionale Region, da ging es in den schwierigen Momenten auch darum, die Leute wieder aufzustellen. Demzufolge war mein Job zuvor um einiges schwieriger und raubte mir mehr Energie. Jetzt, nachdem sich Euphorie breitgemacht hat, ist es schon etwas gemütlicher.
Wo wollen Sie Lugano hinführen?
Lugano ist zusammen mit Davos, Bern und den ZSC Lions eine der vier grossen Organisationen, die in den letzten 15 Jahren Titel gewonnen hat. Früher oder später wollen wir dies wieder tun – und mir ist lieber früher als später.
Bella l'ultima risposta!
«Titel lieber früher als später»
von Marcel Allemann - Mitte Oktober noch Elfter, jetzt auf Rang 2. Trainer-Rookie Patrick Fischer (38) erklärt das Lugano-Wunder.
Patrick Fischer, Sie tragen neuerdings einen Kurzhaarschnitt. Haben Sie gegen Ihre Spieler eine Wette verloren?
Patrick Fischer: Das werde ich derzeit oft gefragt, aber dem ist nicht so. Wie schon oft in meinem Leben wollte ich einfach mal wieder die Haare schneiden. Mal trage ich sie länger, mal kürzer, so ist das eben bei mir.
Was geht in Ihnen vor, wenn Sie derzeit die Tabelle anschauen und Lugano auf Rang 2 sehen?
Das ist natürlich schön. Vor allem, wenn man bedenkt, was wir in dieser Saison durchgemacht haben. Wenn man ein Team zu diesem Zeitpunkt auf Rang 2 liegen sieht, denkt man, die würden einfach eine gute Saison spielen. Aber bei uns war das zu Beginn ja überhaupt nicht so, wir hatten einige Turbulenzen und mussten etwelche Hindernisse überwinden, um uns nach vorne zu arbeiten. Umso wichtiger ist es nun, dass wir den eingeschlagenen Weg fortsetzen und diesen Platz verteidigen.
Hand aufs Herz: Fragten Sie sich nie, ob Sie wirklich der richtige Mann sind, als Lugano im Oktober auf Rang 11 lag?
Zweifel hatte ich nie. Wir haben bewusst einige Sachen im Vergleich zum Vorjahr geändert, hätten jedoch nicht erwartet, dass es so schwierig wird, bis diese greifen. Man darf aber auch nicht vergessen, dass uns damals sechs der aktuellen Stürmer fehlten, zudem haben wir uns taktisch gesteigert. Es war ein Prozess.
Und für diesen Aufschwung hat es die Kaderkorrekturen, die Sie im Verlauf der Saison vornahmen, gebraucht?
Auf jeden Fall. Domenichelli passte nicht in unser System, Murray und Fritsche hatten in unserem System eine Rolle mit wenig Eiszeit und dafür waren sie zu teuer. Durch die getätigten Zuzüge haben wir mehr Tempo und Physis erhalten. Das hilft uns enorm.
Und nun kommt es heute tatsächlich in Lugano zum Spitzenkampf gegen Fribourg...
Das ist für uns ein sehr wichtiges Spiel, denn wir möchten den zweiten Rang unbedingt behalten. Am letzten Wochenende spielten wir nicht wirklich gut, nun haben wir diese Woche mit Fribourg, Servette und Bern drei Gegner, die uns aufzeigen werden, ob wir die aktuelle Tabellenposition wirklich verdienen.
Ich nehme an, Ihr Trainerleben gestaltet sich im Januar 2014 ebenfalls um einiges angenehmer als noch im Oktober 2013?
Es ist sicher vieles einfacher geworden. Allerdings bin ich kein Mensch, der Schwierigkeiten scheut, in solchen Phasen lernt man jeweils am meisten. Das Tessin ist eine sehr emotionale Region, da ging es in den schwierigen Momenten auch darum, die Leute wieder aufzustellen. Demzufolge war mein Job zuvor um einiges schwieriger und raubte mir mehr Energie. Jetzt, nachdem sich Euphorie breitgemacht hat, ist es schon etwas gemütlicher.
Wo wollen Sie Lugano hinführen?
Lugano ist zusammen mit Davos, Bern und den ZSC Lions eine der vier grossen Organisationen, die in den letzten 15 Jahren Titel gewonnen hat. Früher oder später wollen wir dies wieder tun – und mir ist lieber früher als später.
Bella l'ultima risposta!
#RIDATECI-IL-NOSTRO-LUGANO!!
- nylanderfan
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