«Lo scambio di giocatori? Sarebbe stupido non farlo»
L’allenatore dell’HCL Patrick Fischer sull’approccio al mercato.

Patrick Fischer a colloquio con Peter Andersson: staranno parlando di mercato? (foto Maffi)
di Pietro Filippini
Da quando è diventato head coach del Lugano, nessuno si è più sentito al sicuro. O meglio: nessuno ha più potuto sedersi sugli allori, scendere sul ghiaccio con il freno a mano tirato o battere la fiacca. Lo scorso autunno Patrick Fischer, salito in sella in estate, ha cominciato a rivoltare come un calzino la squadra. Una rivoluzione – in sede di mercato e nel “coaching” – che ha avuto sin da subito e incondizionatamente (sembrerebbe) l’avallo della società, che soddisfatta dell’operato del 38enne di Zugo e del suo assistente, lo svedese Peter Andersson, ha prolungato già a inizio novembre il contratto dei due allenatori fino al 2016. Un importante segnale di fiducia, a conferma del buon lavoro fatto a partire dall’estate.
«Non potevano né volevamo intervenire sulla rosa prima che iniziasse il campionato – ci ha spiegato Fischer – Prima dovevamo vedere la squadra all’opera e capire come reagiva alle nostre indicazioni. Certe opportunità, come lo scambio Walker-Morant, sono inoltre arrivate molto tardi e non sarebbe stato possibile pianificare prima queste operazioni. Quest’anno ci sono stati tanti cambiamenti, è stato un po’ estremo (fuori Morant, Domenichelli, Jordy Murray, Campoli, Fritsche e Metropolit, dentro Walker, Micflikier, Pettersson, Maurer e Lehtonen, ndr), mentre l’anno prossimo spero di non dovermi separare da nessuno, anche perché se un giocatore è rimasto in squadra per tutta la stagione, significa che lo apprezziamo. Ora la squadra la sento maggiormente mia, sicuramente più di quanto non lo fosse in luglio, e in vista del prossimo campionato, già ingaggiato Chiesa per la difesa, abbiamo ancora pochi tasselli da inserire. L’anno dei grandi cambiamenti è passato, il prossimo sarà meno movimentato». Un arrivo, però, sicuramente ci sarà: il quarto straniero d’attacco che andrà ad aggiungersi a McLean, Pettersson e Micflikier.
Grossi o veloci
Sono due le tipologie di giocatori su cui Patrick Fischer ha deciso di puntare sul mercato per rinforzare, plasmare e modellare la squadra secondo il suo credo: «Per poter applicare al meglio la nostra idea di gioco, in difesa abbiamo puntato su giocatori forti fisicamente, grandi e grossi, mentre i nostri attaccanti devono essere agili e veloci (vedi Pettersson e Micflikier, ndr). Con Habisreutinger (il direttore sportivo dei bianconeri, ndr) valutiamo le diverse opzioni, che poi lui va a trattare. Il doppio ruolo di allenatore e direttore sportivo? È una formula che hanno deciso di seguire diverse società in Svizzera, ma io sono contento di avere Roland al nostro fianco che svolge un lavoro gravoso e non sempre facile».
Nuova tendenza?
Una forma di mercato che Fischer – ma non solo, se pensiamo a Kossmann, McSorley e Crawford, per esempio – ha portato alla ribalta sono gli scambi, particolarmente in voga in Nordamerica. «Non so se è una nuova tendenza, ma in effetti noto che ad alcuni allenatori attualmente in Svizzera piace. Tutti vogliono migliorare la propria squadra e se due giocatori non sono soddisfatti della situazione nelle rispettive società, perché non scambiarli? Sarebbe stupido tenere chi non è contento. Questa formula aiuta a tenere alta la tensione nei giocatori? Forse, ma noi non lo facciamo per quello. A Lugano funziona così: se uno non s’impegna, non ha futuro. Noi chiediamo tanto, ogni giorno, e se non si ha l’attitudine giusta, questo è il posto sbagliato».
Largo ai giovani
Altra questione cara all’allenatore del Lugano, rimanendo in tema di mercato e... dintorni, è quella relativa alle giovani leve: «Trovo che sia un peccato quando non si fa giocare i giovani perché sono una grande risorsa sia per il rafforzamento della squadra, sia perché permettono di risparmiare – ha sottolineato in conclusione Fischer – Quest’anno il Lugano è stato di gran lunga il club che ha dato più spazio ai propri juniores, proprio perché abbiamo fatto un grande lavoro già quest’estate. Da Merzlikins a Dal Pian, passando per Fazzini, Simion, Balmelli e Kostner, che hanno accumulato sempre più minutaggio. Ora il tempo degli inserimenti è finito e i migliori avranno le loro chance nei playoff. Nel frattempo, Merzlikins, Fazzini e Simion disputeranno le semifinali con gli élite (domani alle 20.30 c’è gara-1 contro lo Zugo, ndr), perché vogliamo provare a vincere il campionato».
http://www.gdp.ch/sport/hockey/lo-scamb ... 14457.html