Jean Valjean ha scritto:esatto, quelle emozioni che ci hanno fatto crescere l'anno scorso.
Mi ricordo una delle prime interviste a Shedden al suo arrivo a Lugano... parlava di aver trovato una squadra triste, senza emozioni e che il suo primo compito sarebbe quindi stato quello di far ritrovare ai giocatori la gioia, il divertimento di scendere sul ghiaccio...
Certo... quando arrivi da allenatore che deve sostituirne un altro che ha fallito non hai nulla da perdere, basta fare meglio di quello che ti ha preceduto... nessuna pressione particolare, ne su di te ne tantomeno sulla squadra...
E' riconfermarsi l'anno dopo che diventa maledettamente difficile... lì sì che cominci a sentire la pressione, devi riconfermare i progressi fatti l'anno prima, migliorarli se possibile e farlo con una squadra che in teoria ora è "più tua" e ne conosci pregi e difetti. Farlo poi in una piazza come quella di Lugano, dove vieni subito giudicato e criticato (dalla società stessa, dai tifosi, dai media...) se i risultati e le aspettative non vengono soddisfatte, finisci subito nella situazione di chi ti aveva preceduto solo alcuni mesi prima. Ho hai le palle e il carattere per farti scivolare addosso tutto questo oppure vai nel pallone, perdi la bussola e ti ritrovi a "vagare in mezzo al nulla"...
Guardiamo alla storia degli ultimi successi raggiunti dal Lugano... lasciando ovviamente perdere i titoli di Slettvoll. Gli unici che hanno raggiunto risultati grandiosi subentrando ad allenatori che hanno fallito sono stati Huras e Koleff, allenatori scafati e furbi quel tanto che basta per portare la squadra al successo... aiutati inoltre, non scordiamocelo, da giocatori di grande carisma e personalità.
Ho volutamente tralasciato anche il titolo vinto dalla copia Zanatta/Kreis in quanto quel titolo, checché se ne dica, decisero di vincerlo i giocatori stessi!
L'avrebbero vinto anche se in panchina avessero messo il cane Peo o il gatto Arturo...
Tutto questo sproloquio per dire cosa? Boh...
Esiste un uomo capace di lavorare a Lugano senza farsi travolgere da ciò che gli sta attorno?
Io sinceramente, dopo aver visto passare allenatori o presunti tali di tutte le specie e nazionalità, per carisma, palle e cervello sono rimasta con un solo nome sul tavolo: Arno Del Curto!