Daniel Manzato
Moderatore: Thor41
Re: Daniel Manzato
Com'è che si diceva? L'ottimismo è il profumo della vita... 
“It gives me a migraine headache - Thinking down to your level”
(Megadeth – “Sweating Bullets”)
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Re: Daniel Manzato
Una cosa alla volta, prima si darà la colpa al portiere, poi, dopo aver ingaggiato un portiere straniero ed essersi accorti che non cambia nulla, cominceremo a pensare di cambiare pure l'allenatoreciccio33 ha scritto:più che cambiar l'allenatore secondo me a Natale saran sul mercato alla ricerca di un portiere...![]()
Scherzi a parte, su Manzato ci sono tanti pregiudizi (come c'erano su Rueger, che abbiamo poi rimpianto), spero che sia in grado di isolarsi e reggere bene la pressione.
Daniel Manzato
dai.....daiiiiii non facciamo troppo i pessimisti!!
Che siamo un pò titubanti ci sta tutto ......ma pensare che a Natale siamo alla ricerca di un nuovo portiere mi sembra assai ecessivo!!!
Come sempre detto la osservazione costruttiva ci sta tutta la critica demolitiva è da evitare!!!!

Che siamo un pò titubanti ci sta tutto ......ma pensare che a Natale siamo alla ricerca di un nuovo portiere mi sembra assai ecessivo!!!
Come sempre detto la osservazione costruttiva ci sta tutta la critica demolitiva è da evitare!!!!
Re: Daniel Manzato
Io e ciccio stiamo solo scherzando, in realtà entrambi abbiamo totale fiducia in... Flückiger!guelfo ha scritto:...ma pensare che a Natale siamo alla ricerca di un nuovo portiere mi sembra assai ecessivo!!!
Re: Daniel Manzato
Appunto...Massimo ha scritto:Io e ciccio stiamo solo scherzando, in realtà entrambi abbiamo totale fiducia in... Flückiger!guelfo ha scritto:...ma pensare che a Natale siamo alla ricerca di un nuovo portiere mi sembra assai ecessivo!!!
Re: Daniel Manzato
Anche a me, d'altronde come a molti qui dentro, Manzato non mi convince affatto. In più, diciamo che la partita contro i forti cechi del LEV Praga non ha certo contribuito a placare le mia "preoccupazioni" anzi le ha alimentate ancor più. È anche sì vero che prima di criticarlo completamente voglio aspettare la stagione regolare. Ecco lì sarà il vero banco di prova per Manzato perché giocando come il mio presentimento (e per favore non tiratemi fuori ancora i soliti discorsi delle percentuali che contano fino ad un certo punto, infatti l'abbiamo "ammirato" più volte da avversario!) quest'anno c'é pur dietro un ottimo numero 2: Flückiger. Non per mettere le mani avanti ma almeno ci sarebbe una buona alternativa dietro che si potrebbe provare...anche se mi dispero un po' per la troppa fretta nell'aver preso subito Manzato mentre successivamente vi erano liberi Bäumle che a me piace ma soprattutto Huet che penso sarebbe potuto venire da noi. Spero, comunque vivamente (anche se sinceramente ne dubito), di essere smentito alla grande, ne sarei felice!
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Re: Daniel Manzato
Neanche è cominciata la stagione che c'è già chi vuole lincare il portiere a piori.
No comment.
No comment.
from Bure to Boeser


Re: Daniel Manzato
Per arrivare in finale (che secondo me è l'obbiettivo piu ottimista di quest'anno) non ci vuole per forza chissa che portierone.
Chi si lamenta del mercato di quest'anno (mercato completo: attaccanti, difensori e portieri e in un certo senso anche allenatore) è veramente troppo alto di cielo di bocca!!
Se qualcuno pretende di piu, allora che vada a NY a tifare rangers o in KHL, dove i soldi li spendono a palate!!

Chi si lamenta del mercato di quest'anno (mercato completo: attaccanti, difensori e portieri e in un certo senso anche allenatore) è veramente troppo alto di cielo di bocca!!
Se qualcuno pretende di piu, allora che vada a NY a tifare rangers o in KHL, dove i soldi li spendono a palate!!
"L'unico modo per mangiare un elefante è un boccone alla volta." Larry Huras
Re: Daniel Manzato
Statistiche alla mano ha reso di più Manzato in una squadra di teremotati come il Rappi che Conz a Lugano.guelfo ha scritto:Ciao Rocky,
sinceramente non condivido la tua opinione.
Io sono del parere che durante la regular season Conz abbia veramente contribuito alla qualifica dei play-off!!
Che durante i play -off le cose non siano andate così bene .....posso darti ragione!!
Come già più volte scritto a me Manzato non ispira fiducia.
Cqm attendo che il ghiaccio dica la sua prima di tirare dei giudizi errati e frettolosi!!
Re: Daniel Manzato
Dai tempi di Ronnie Rüeger, protagonista dell'ultimo titolo nazionale nel 2006, il Lugano sta cercando un portiere che possa garantire solidità e soprattutto continuità di rendimento. David Aebischer non c'è mai riuscito, mentre Benjamin Conz è rimasto alla Resega troppo poco per lasciare il segno. I bianconeri ci provano ora con Daniel Manzato, arrivato in Ticino motivatissimo dopo alcune stagioni difficili a Rapperswil: «Sono davvero felice di essere qui - sottolinea il 28.enne estremo difensore friburghese - e le prime impressioni sono ottime. Ho trovato una società che mi ha accolto a braccia aperte e un'organizzazione veramente molto professionale. La città inoltre è fantastica, ma questo non lo scopro di certo io...».
Sul ghiaccio come stanno andando le cose?
«Quando arrivi in una nuova squadra, ci sono tanti piccoli dettagli da mettere a punto. Sto imparando a conoscere i miei compagni e l'allenatore, ma tutto procede per il meglio. Ogni giorno che passa mi sento sempre più a mio agio. L'intesa tra un portiere e i difensori in particolare deve essere perfetta: siamo sulla buona strada!».
Dopo quasi un mese di allenamenti sul ghiaccio e le prime amichevoli, che idea si è fatto Daniel Manzato di questo Lugano?
«Ritengo che fino ad oggi la preparazione si sia svolta su ottime basi. I risultati delle amichevoli estive contano relativamente, ma alla Dolomiten Cup abbiamo evidenziato progressi importanti nel nostro gioco difensivo. Stiamo lavorando tutti con grande impegno e passione: si tratta ora di trovare il giusto equilibrio tra il grande talento di cui dispone questo gruppo e il rigore difensivo. Solo le prime partite di campionato, quando affronteremo le altre squadre svizzere, ci diranno veramente a che punto siamo».
Una parte del popolo bianconero ha accolto con un certo scetticismo l'arrivo di Manzato alla Resega: eppure a livello di statistiche personali nella passata «regular season» è risultato migliore di Conz...
«Il peso della responsabilità lo avverto, ma non mi spaventa. Penso di essere arrivato ad un'età e ad un punto della mia carriera in cui posso gestire la pressione che grava sulle spalle di un portiere. Sarà anche un “cliché”, ma un estremo difensore può concentrarsi unicamente su ciò che può controllare. Il passato conta poco, così come i paragoni con gli altri colleghi. A Lugano voglio avere l'attitudine di un guerriero, sempre aggressivo su ogni disco. Tutti a Lugano hanno una gran voglia di tornare a vincere: io per primo...».
Le ultime tre stagioni a Rapperswil non devono essere state una passeggiata di piacere...
«Sicuramente no, ma ho comunque imparato molto da questa esperienza. Frequentare costantemente le zone basse della classifica non è di certo il massimo, ma convivere con la pressione negativa dei playout aiuta a maturare e a crescere ulteriormente. Anche se avevo già firmato per il Lugano, fino all'ultimo giorno ho pensato al bene del Rapperswil e sono felice di aver lasciato il club sangallese su una nota comunque positiva: il successo per 4-1 nella serie playout con il Ginevra».
Daniel Manzato fa parte dei quadri della Nazionale, anche se non è stato selezionato da Sean Simpson per gli ultimi Mondiali...
«L'ho sempre detto e lo ribadisco: mi ha sempre fatto molto piacere vestire la maglia rossocrociata e spero di poterlo fare ancora in futuro. Non ci sono miracoli: tutto dipenderà dalle mie prestazioni con il Lugano. Una convocazione in Nazionale è un premio per quanto un giocatore riesce a fare di buono con il suo club. Con Sean Simpson non c'è nessun problema: mi ha chiamato prima dei Mondiali in Finlandia, dicendomi che avrebbe dato una possibilità ad altri, ma che mi avrebbe seguito da vicino qui a Lugano».
Manzato ha pure vissuto una doppia esperienza in Nordamerica: la prima, giovanissimo, nella Lega Juniori della QMJHL, la seconda tra ECHL e AHL con gli Albany River Rats...
«Anche oltre oceano ho imparato parecchio. Anche se fai parte della nazionale svizzera quando arrivi in Nordamerica se solo un numero e la concorrenza è spietata. È stata comunque un'esperienza positiva: in AHL si gioca tantissimo e si trascorrono ore e ore sul bus. Di tempo per prepararsi ce n'è poco e bisogna imparare a gestire una situazione completamente diversa da quella elvetica».
I più giovani forse non sanno che Manzato, nel 2004-2005, ha vestito la maglia dell'Ambrì...
«Ero molto giovane, in pratica alla prima esperienza in Serie A. L'Ambrì mi ha dato questa possibilità, ma sono ormai passati tanti anni. Comunque non vedo l'ora di giocare i derby,incontri sempre un po' folli...».
Dal CdT di oggi. Comunque che maniera pessima di fare le domande concludendole con i tre puntini puntini.
Sul ghiaccio come stanno andando le cose?
«Quando arrivi in una nuova squadra, ci sono tanti piccoli dettagli da mettere a punto. Sto imparando a conoscere i miei compagni e l'allenatore, ma tutto procede per il meglio. Ogni giorno che passa mi sento sempre più a mio agio. L'intesa tra un portiere e i difensori in particolare deve essere perfetta: siamo sulla buona strada!».
Dopo quasi un mese di allenamenti sul ghiaccio e le prime amichevoli, che idea si è fatto Daniel Manzato di questo Lugano?
«Ritengo che fino ad oggi la preparazione si sia svolta su ottime basi. I risultati delle amichevoli estive contano relativamente, ma alla Dolomiten Cup abbiamo evidenziato progressi importanti nel nostro gioco difensivo. Stiamo lavorando tutti con grande impegno e passione: si tratta ora di trovare il giusto equilibrio tra il grande talento di cui dispone questo gruppo e il rigore difensivo. Solo le prime partite di campionato, quando affronteremo le altre squadre svizzere, ci diranno veramente a che punto siamo».
Una parte del popolo bianconero ha accolto con un certo scetticismo l'arrivo di Manzato alla Resega: eppure a livello di statistiche personali nella passata «regular season» è risultato migliore di Conz...
«Il peso della responsabilità lo avverto, ma non mi spaventa. Penso di essere arrivato ad un'età e ad un punto della mia carriera in cui posso gestire la pressione che grava sulle spalle di un portiere. Sarà anche un “cliché”, ma un estremo difensore può concentrarsi unicamente su ciò che può controllare. Il passato conta poco, così come i paragoni con gli altri colleghi. A Lugano voglio avere l'attitudine di un guerriero, sempre aggressivo su ogni disco. Tutti a Lugano hanno una gran voglia di tornare a vincere: io per primo...».
Le ultime tre stagioni a Rapperswil non devono essere state una passeggiata di piacere...
«Sicuramente no, ma ho comunque imparato molto da questa esperienza. Frequentare costantemente le zone basse della classifica non è di certo il massimo, ma convivere con la pressione negativa dei playout aiuta a maturare e a crescere ulteriormente. Anche se avevo già firmato per il Lugano, fino all'ultimo giorno ho pensato al bene del Rapperswil e sono felice di aver lasciato il club sangallese su una nota comunque positiva: il successo per 4-1 nella serie playout con il Ginevra».
Daniel Manzato fa parte dei quadri della Nazionale, anche se non è stato selezionato da Sean Simpson per gli ultimi Mondiali...
«L'ho sempre detto e lo ribadisco: mi ha sempre fatto molto piacere vestire la maglia rossocrociata e spero di poterlo fare ancora in futuro. Non ci sono miracoli: tutto dipenderà dalle mie prestazioni con il Lugano. Una convocazione in Nazionale è un premio per quanto un giocatore riesce a fare di buono con il suo club. Con Sean Simpson non c'è nessun problema: mi ha chiamato prima dei Mondiali in Finlandia, dicendomi che avrebbe dato una possibilità ad altri, ma che mi avrebbe seguito da vicino qui a Lugano».
Manzato ha pure vissuto una doppia esperienza in Nordamerica: la prima, giovanissimo, nella Lega Juniori della QMJHL, la seconda tra ECHL e AHL con gli Albany River Rats...
«Anche oltre oceano ho imparato parecchio. Anche se fai parte della nazionale svizzera quando arrivi in Nordamerica se solo un numero e la concorrenza è spietata. È stata comunque un'esperienza positiva: in AHL si gioca tantissimo e si trascorrono ore e ore sul bus. Di tempo per prepararsi ce n'è poco e bisogna imparare a gestire una situazione completamente diversa da quella elvetica».
I più giovani forse non sanno che Manzato, nel 2004-2005, ha vestito la maglia dell'Ambrì...
«Ero molto giovane, in pratica alla prima esperienza in Serie A. L'Ambrì mi ha dato questa possibilità, ma sono ormai passati tanti anni. Comunque non vedo l'ora di giocare i derby,incontri sempre un po' folli...».
Dal CdT di oggi. Comunque che maniera pessima di fare le domande concludendole con i tre puntini puntini.