A Lugano c'è il paradosso di Kamber
L'attaccante sta disputando un'ottima stagione, è il miglior marcatore svizzero della squadra bianconera, ma il club non conta più su di lui per il futuro: «Devo cercarmi una nuova squadra. L'Ambrì? È possibile»
FLAVIO VIGLEZIO
■ Il paradosso di Oliver Kamber non è una legge della fisica. E nemmeno un trattato di filosofia. È semplicemente la strana situazione che sta vivendo attualmente l'attaccante di un Lugano pronto ad ospitare stasera il Davos, prima della trasferta di domani pomeriggio a Bienne.
Già, una situazione paradossale: Kamber sta disputando un'ottima stagione, è il miglior marcatore svizzero della squadra bianconera con 6 reti e 18 assist in 40 partite, eppure il club non è intenzionato ad offrirgli un prolungamento del contratto che scade al termine del campionato: «Penso proprio - ci spiega KAmber - che sarò costretto a cercarmi un nuovo datore di lavoro. Il Lugano non mi ha detto nulla, con la società non ho mai parlato. Come l'ho presa? Beh, sono un po' triste, ma allo stesso tempo tranquillo: so benissimo che al giorno d'oggi l'hockey è un business. Mi spiace lasciare il Lugano, sarei rimasto molto volentieri».
Già al termine dello scorso campionato, nonostante un contratto in essere, il Lugano aveva invitato Kamber a cercarsi un'altra sistemazione...
«Sì, è vero, ma io avevo un contratto e volevo restare qui. Non mi sono lasciato andare e mi sono ripromesso di dare il massimo per conquistarmi il posto in squadra. Sapevo di poter dare ancora qualcosa a questa squadra. Sono rimasto tranquillo, insomma, forse anche grazie al fatto di avere la maturità di un 33.enne: a 25 anni si ragiona diversamente. L'esperienza mi ha aiutato a gestire la non facile situazione».
E adesso, qualche mese più tardi, sei il miglior marcatore svizzero del Lugano. Te lo saresti mai immaginato?
«Assolutamente no, anche perché - partendo dalle considerazioni fatte in precedenza - ho iniziato la stagione come tredicesimo attaccante. Quando ho iniziato a giocare con maggiore regolarità sono arrivati subito anche i punti e questo mi ha dato tanta fiducia. Sono molto soddisfatto: conosco le mie qualità e so che sono in grado di segnare qualche rete e di fornire degli assist».
Su Facebook è addirittura stato creato un gruppo che invita il Lugano a prolungare il contratto di Kamber...
«Davvero? Non lo sapevo (ride, NdR). Beh, il fatto che i tifosi apprezzino il mio lavoro mi fa ovviamente molto piacere. Che dire, li ringrazio. Certo che al giorno d'oggi su internet se ne vedono di tutti i colori...».
In un'intervista pubblicata ieri sul nostro giornale, il direttore sportivo dell'Ambrì Piotta Jean-Jacques Aeschlimann ha affermato di aver già discusso con te, ma di non averti ancora sottoposto un'offerta. Confermi?
«Sì è tutto vero: ho discusso con Aeschlimann. Inoltre conosco bene anche Serge Pelletier: è stato il mio allenatore proprio qui a Lugano ai tempi degli Juniori Elite. Sì, il club biancoblù potrebbe essere un tema per il mio futuro: ho voglia di giocare tanto, in una squadra che riconosca le mie qualità. Passare dal Lugano all'Ambrì? A parte che non c'è ancora nulla di concreto, devo pensare a trovare un posto di lavoro per l'anno prossimo».
Da Kamber al Lugano: in questo 2013 avete decisamente cambiato marcia e i risultati vi stanno dando ragione...
«È difficile dire cosa sia cambiato rispetto all'ultima parte del 2012. Non giochiamo in maniera molto diversa, ma adesso vinciamo partite che prima perdevamo. E i successi permettono di accumulare fiducia. Sotto questo aspetto, l'incontro dell'altra sera con il Berna è stato molto importante. Offensivamente non abbiamo disputato un grande match, ma siamo riusciti a fare la differenza grazie alla disciplina difensiva, che sarà fondamentale anche nei playoff. Tra l'altro Sébastien Reuille è incredibile: in «shorthand» segna sempre lui e la sua è stata una rete che ha pesato davvero tanto sull'economia del risultato».
Quale deve essere l'obiettivo principale del Lugano da qui al termine della «regular season»?
«Mancano nove partite: l'obiettivo è quello di vincerne il più possibile, giocando bene, per arrivare ai playoff con il massimo della carica. La posizione in classifica non è così importante: credo che ci siano sette squadre in grado di contendersi il titolo di campione svizzero. Gli ZSC Lions hanno dimostrato l'anno passato che biosgna arrivare in forma al momento giusto. Nelle ultime uscite il “power-play” non ha reso come dovrebbe, ma ci sono periodi così e siamo sempre tra le migliori formazioni nel gioco in superiorità numerica. Comunque, lo ripeto, e non è una frase fatta: nei playoff cambia tutto, perché dopo la lunghissima “regular season” questo è il momento che tutti attendono con impazienza».
Beh... che dire... chapeau! Un ulteriore conferma, e chi lo dubitava, che Kamber è un gran signore!
A me vien da dire che a Lugano l'unica cosa paradossale è il fatto che ogni tanto non si rendono conto di quanto sono superficiali a prendere certe decisioni!
...come potrebbe essere paradossale l'aver dato fiducia a Habis dopo averci propinato Hennessy... Clymer...
Coraggio, tutti su FB e stassera bisogna inventarsi qualcosa alla pista per far capire alla società che Kamber deve restare in bianconero!