L'ex giocatore di HCL e HCAP, Stefano Togni, ha commentato lo scambio con lo Zugo che ha riportato i figli dei suoi due ex compagni di squadra alla Resega
Articolo di Christian Botta

Keystone
LUGANO - L'ultimo colpo di mercato di LNA in ordine di tempo ha visto come protagonisti lo Zugo e il Lugano. I bianconeri si sono assicurati - in cambio di Schlumpf - i giovani Alessio Bertaggia e Calle Andersson, figli di Sandro e Peter ex colonne della difesa sottocenerina. Questi ultimi - giocando in linea insieme in prima linea - hanno riportato a fine anni '90 il Lugano ai massimi livelli, vincendo il titolo nel 1999. Abbiamo chiesto al nostro opinionista Stefano Togni - ex giocatore di Lugano e Ambrì, nonché ex compagno di squadra proprio di Andersson e Bertaggia ai tempi del Lugano - di commentare questa operazione di mercato.
Stefano Togni non c'è che dire, Fischer ama il rischio e ha ormai abituato i tifosi con le sue scommesse a stagione in corso. Tranne lo scambio fra Lehtonen e Metropolit, ha sempre avuto un buon intuito, vedi l'acquisto di Pettersson dopo l'addio di Domenichelli oppure lo scambio che ha coinvolto Maurer e Fritsche. Adesso ha deciso di sacrificare il talento di Schlumpf, per riportare alla Resega due giovani dal futuro assicurato, Bertaggia e Andersson. Cosa ne pensi?
"Devo dire che la notizia mi ha sorpreso. Schlumpf è forte, ma probabilmente aveva bisogno di nuovi stimoli e voleva cambiare aria per avere più ghiaccio. Avevo inoltre letto che lo Zugo cercava da qualche settimana un difensore esperto svizzero e per i Tori si tratta di un ottimo acquisto. Dal canto loro Bertaggia e Andersson tornano all'ovile. Sono dei bravi ragazzi, hanno talento e la testa giusta per riuscire a fare bene in bianconero. Per il Lugano è una buona operazione di mercato, soprattutto in virtù del progetto che la società ha voluto adottare da un po' di tempo a questa parte, che mira a valorizzare i giovani. Andersson rtitroverà inoltre suo padre come assistente allenatore e sono sicuro che riuscirà a tirare fuori il massimo da lui".
Andersson e Bertaggia sarebbero in ogni caso arrivati alla Resega prima o poi; il Lugano ha quattro stranieri offensivi e necessita di giocatori esperti in difesa. Non sarebbe stato meglio aspettare un po' prima di dare via Schlumpf?
"Le prestazioni di Schlumpf sono calate rispetto alla stagione scorsa, però forse si poteva aspettare almeno fino a gennaio per vedere se il rendimento del giocatore migliorava. I Tori conoscevano comunque bene sia la volontà dei bianconeri di riprendersi prima o poi i due ragazzi, sia quella dei giocatori di approdare un giorno alla Resega: hanno quindi preso la palla al balzo per tesserare subito il forte difensore. Sono curioso di vedere come si ambienteranno Alessio e Calle".
...Sandro Bertaggia una volta ha raccontato di avere imparato lo svedese grazie soprattutto a Peter Andersson, suo ex compagno di linea. L'inserimento di Calle e Alessio in squadra non dovrebbe essere un problema, fanno ormai parte della famiglia bianconera da tempo...
"Si è vero parla lo svedese (ride ndr), ma l'ha imparato anche grazie agli svedesi precedenti come Sjödin, Waltin, Johansson o Larsson. Dal canto loro Alessio e Calle - oltre a conoscere bene l'ambiente bianconero - sono grandi amici e questo favorirà il loro inserimento. In prima squadra ritroveranno inoltre (soprattutto Bertaggia), anche degli ex compagni di squadra con cui hanno militato tanti anni nelle giovanili, come i vari Fazzini, Balmelli, Dal Pian, Romanenghi, Merzlikins o Sartori. Si conoscono da tanto tempo e per loro è un ritorno. Sarà un piacere ritrovarsi".
Visto che hai giocato con i genitori hai conosciuto i due ragazzi che erano molto piccoli...
"Alessio non stava fermo un attimo, correva ovunque e faceva disperare Sandro che doveva sempre controllare dove fosse (ride ndr). Calle invece era molto più tranquillo, me lo ricordo che ammirava il padre dalla tribuna e non si alzava dal seggiolino fino al termine della partita. Aveva forse 5 anni e a ogni gara si mangiava un sacchetto di m&s: era troppo simpatico".
...e come valuti le due ticinesi dopo la prima pausa dedicata alla Nazionale?
"Il Lugano sta mantenendo alto il livello e finora ha giocato delle buone partite. Gli stranieri girano e si vede l'impronta di Patrick Fischer nel sistema di gioco, che sta iniziando a portare i suoi frutti. Dal canto suo l'Ambrì sta facendo un po' fatica, gli stranieri non sono ancora riusciti a fornire il contributo che ci si aspettava da loro e anche gli svizzeri sono un po' calati, dopo un inizio positivo dove erano più freddi sotto porta. Il successo contro il Friborgo - arrivato poco prima della pausa dopo una serie di sette sconfitte consecutive - è stato importante per il morale e il gruppo dovrà ripartire da quella sfida. I biancoblù non possono più permettersi di buttare via punti se vogliono riuscire a centrare uno dei primi otto posti per i playoff, contro Bienne e Ginevra devono portare a casa più punti possibili".
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