Lugano 2014/2015

Archivio delle conversazioni riguardanti la stagione 2014 / 2015.

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nylanderfan
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Re: Lugano 2014/2015

Messaggio da nylanderfan »

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Scritto da Nicola Martinetti


I bianconeri nel weekend hanno subito la “maledizione” dell’overtime, perdendo entrambe le sfide proprio dopo i tempi regolamentari, ma prima di potersi giocate tutto ai rigori.

Alla Valascia il Lugano conduceva per 4-1, ma ha poi assistito alla rimonta dell’Ambrì Piotta. Sabato alla Resega è poi andata in scena una partita spettacolare e piacevole. In totale il bottino dei bianconeri è stato di due punti.

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Immagine DATEMI UNA FIONDA!
Sarà anche piccolo Fredrik Pettersson, ma di certo il suo coraggio è immenso. Durante una mischia davanti a Merzlikins, Grossmann ha osato dare un colpetto di troppo al portiere bianconero, scatenando la reazione del topscorer, fiondatosi in stile Superman addosso al colosso dello Zugo. Quasi come Davide contro Golia, ma se il gigante di nome Zugo alla fine non è caduto, la fionda di Pettersson ha comunque colpito, come d’abitudine.

Immagine SVIZZERA, TERRA D’OROLOGI
Visti i problemi riscontrati alla Valascia durante il derby e sabato alla Resega verso il termine di Lugano-Zugo, vien da chiedersi dove sia finita la proverbiale efficienza orologiera elvetica. E se provassimo con delle clessidre?

Immagine UN SIGNORE, PRIMA DI TUTTO
Che Ilari Filppula sia stato scelto per le sue qualità tecniche è ovvio a tutti, ma anche quelle umane non devono aver lasciato indifferente lo staff tecnico bianconero. Il solo gesto di andare ad applaudire la Curva Sud dell’Ambrì Piotta è da campioni, farlo dopo un derby perso è da uomini veri.

Immagine “EL SEGNA SEMPER LÜ”
Il vecchio detto dei tifosi calcistici milanesi era rivolto all’attaccante Maurizio Ganz, per via della frequenza con cui andava a segno. Oggi lo dedichiamo all’onnipresente Pettersson, autore di 11 reti in 9 partite, alla faccia di chi non lo reputava uno scorer.
Lugano Pettersson-dipendente? In buona parte sì, com’è giusto che sia.

Immagine QUALIS PATER, TALIS FILIUS
Peter Andersson, conosciuto come “Il Vichingo”, non è certo uno da lacrime e smancerie, ma chissà che qualche emozione non l’abbia provata guardando il figlio, difensore come lui, calcare il ghiaccio della Resega seppure in qualità di avversario. A sottolineare questa tradizione famigliare, il giovane Calle a fine stagione partirà per la NHL a cercare fortuna con i New York Rangers, la cui maglia è stata indossata da papà Peter negli anni ’90

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Grog
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Re: Lugano 2014/2015

Messaggio da Grog »

dopo un quarto di campionato (12 partite su 50) abbiamo il terzo attacco, la quarta difesa, il terzo posto e dettaglio moooolto importante abbiamo perso UNA sola volta nei 60' a Davos, oltrettutto quando i supplementari sembravano già fatti!

Questa è una squadra di carattere, altro che quello che predicavano Bozon e Zanatta
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nylanderfan
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Re: Lugano 2014/2015

Messaggio da nylanderfan »

Lugano, il gol "parla" straniero
I bianconeri sono terzi nella speciale classifica di rendimento dei giocatori non svizzeri, l'Ambrì è settimo. I Lakers si basano più di tutti sugli stranieri, i Lions puntano sul gruppo elvetico

Articolo di add

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LUGANO – Con le sfide del dodicesimo turno di LNA ormai alle spalle, tutte le squadre del massimo campionato svizzero di hockey hanno incrociato i bastoni – almeno una volta – con le altre formazioni che possono puntare al titolo di campione nazionale. Uno dei fattori determinanti del nostro campionato, si dice, sia il valore e la resa degli stranieri… ebbene, dopo le prime partite della stagione 2014/15, possiamo dire che questa regola non vale proprio per tutte. Un esempio? Lo Zurigo, capoclassifica, è la squadra che ha la percentuale più bassa per quanto concerne le reti firmate dai giocatori non svizzeri (13,04%) nonostante abbia in rosa ben cinque non svizzeri (Bergeron, Shannon, Tabacek, Keller e Smith).

Analizzando le statistiche e i dati relativi alle 12 formazioni di LNA, abbiamo potuto notare che la squadra che più si basa sul rendimento dei propri stranieri è il Rapperswil che, potendo contare sull’apporto di cinque stranieri ovvero Danielsson, Persson, Johansson, Fransson e Walser, conta una media del 63,63%.

Per quanto concerne le due ticinesi, il Lugano – grazie alle 12 reti di Pettersson e alle cinque a testa di Klasen e McLean, oltre alle due firmate da Filppula – ha una media del 55,81% di gol segnati dagli stranieri, mentre la percentuale dell’Ambrì è del 43,75%. Giroux, Aucoin, Hall, l’infortunato O’Byrne e l’ormai ex Kinrade hanno firmato 14 delle 32 marcature dei leventinesi in questo scorcio di stagione.

Ovviamente questi dati possono dare vita a diverse interpretazioni: una formazione può dipendere tantissimo dai propri stranieri mentre gli svizzeri lasciano a desiderare; una società abbia deciso di puntare sugli stranieri in fase offensiva mentre il contingente elvetico si concentra sulla fase difensiva; il gruppo degli svizzeri è talmente forte che la squadra non necessiti di veri scorers stranieri…

Nel frattempo, ecco la speciale classifica relativa alle marcature straniere.

1. Rapperswil (5 stranieri) 63.63% - 21 gol stranieri/33 realizzati
2. Bienne (4) 58.8% - 20/34
3. Lugano (4) 55.81% - 24/43
4. Zugo (4) 46.34% - 19/41
5. Berna (4) 44.73% - 17/38
6. Losanna (6) 44.11% - 15/34
7. Ambrì (5) 43.75% - 14/32
8. Ginevra (5) 37.14% - 13/35
9. Davos (4) 32% - 17/53
10. Friborgo (5) 22.58% - 7/31
11. Kloten (3) 13.63% - 3/22
12. Zurigo (5) 13.04% - 6/46

Da sottolineare che la media del campionato è del 39,82%, viste le 176 reti straniere sulle 442 realizzate fin qui.

http://www.tio.ch/News/Sport/Hockey/100 ... -straniero
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nylanderfan
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Re: Lugano 2014/2015

Messaggio da nylanderfan »

Il Lugano cresce in buona salute, ma con qualche spigolo da smussare
Scritto da Alessandro Zacchetti
Pubblicato il: 16 ottobre 2014

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LUGANO – Ripensando a soli 365 giorni fa e alla situazione in cui versava la squadra bianconera fa rabbrividire. Ben 15 punti in meno, 11esima posizione in classifica, le polemiche riguardanti alcuni giocatori e la messa in discussione dello stesso Patrick Fischer. Ora, a un anno di distanza da quei fatti, possiamo dire tranquillamente che è stato un male necessario.

È vero, è stato giocato poco più di un turno, ma è evidente, guardando anche aldilà dei risultati puramente numerici, che passare da quei momenti bui ha scrollato di dosso da squadra e società diversi pesi e cambiato arie eccessivamente viziate. Lo si percepisce già dai vertici della società, molto più compassati e defilati, passando per un allenatore molto più rilassato – occorreva anche capire la situazione in cui si trovava da neofita – e una squadra che scende sul ghiaccio da gruppo vero e che ha un impianto di gioco preciso e accattivante.

Mai come in queste prime settimane di campionato si intravvede un’unità di intenti così compatta, un ambiente entusiasta del presente e di ciò che riserverà il futuro. Se occorre fare il punto della situazione sportiva dell’Hockey Club Lugano, quei citati 15 punti in più rispetto allo stesso periodo della stagione 2013/14, dicono già molto, ma non abbastanza.

Il Lugano di questo primo scorcio di stagione è una squadra in crescita costante, che viaggia sulle ali dell’entusiasmo, pur con qualche sbandata, ma che ha ancora enormi margini di miglioramento, come dimostrato da certe inopinate sconfitte, su tutte quella del derby giocato alla Valascia. Sconfitte figlie di un atteggiamento che ha denotato sin troppa sicurezza nei propri mezzi, ma che si spera servano anche di lezione, perché siamo sicuri che la bruciatura di quella rimonta subita in Leventina brucerà ancora parecchio nell’animo di molti giocatori e anche dello stesso Fischer. Certo non ci si poteva aspettare che il Lugano fosse già una macchina perfetta, d’altra parte le “mancanze” di questa squadra erano ben conosciute, e anzi, per il momento la situazione può dirsi forse anche più rosea del previsto.

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Uno stile di gioco che diverte, nel pieno stile di Fischer, sfrontato e spettacolare in attacco, senza però transigere sulla fase difensiva, con il risultato di aver ridonato per il momento la fama di fortino alla Resega, pista che solamente lo Zugo all’overtime ha saputo espugnare sulle 6 partite casalinghe sin qui disputate. Nel mezzo alcuni dei citati passaggi a vuoto, i campanelli di allarme suonati contro il Bienne ma rimasti inascoltati fino alla caduta del derby, per poi riprendersi e ricominciare con l’invidiabile media di più di 2 punti a partita.

Errori e passaggi a vuoto che possono infastidire ma non devono preoccupare, perché sono normali conseguenze di una squadra largamente rinnovata e ringiovanita e, si sa, l’esuberanza e la voglia dei giovani viene spesso pagata con l’incostanza. Giovani giocatori che non hanno avuto paura, che si sono subito integrati anche grazie alla saggezza di Fischer e Andersson e che soprattutto stanno dando una profondità alla panchina che equivale a puro ossigeno dopo il sovraffollamento dell’infermeria degli ultimi giorni.

Abbiamo visto giocare Gianluca Zanzi e Loris Müller con autorità e sicurezza nella partita contro il Losanna, e un Riccardo Sartori che impiegato a dosi ben studiate sembra un veterano per la classe e il pattinaggio che mette in pista. E poi i vari Balmelli, Fazzini e Dal Pian che continuano nella loro crescita assieme a un Merzlikins che per forza di cose legate al ruolo e alle aspettative vive con una pressione sulle spalle non indifferente, e allora gli va perdonato qualche gol evitabile se poi sfodera prestazioni come contro i campioni dello ZSC o parate come quella nei secondi finali della sfida al Losanna.

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Il dualismo con Manzato sembrava l’ideale, ma il numero 84 ha forse mostrato qualche lacuna di troppo. Le buone notizie non si fermano logicamente ai giovani, ma proseguono con i dati alla mano di una campagna acquisti che sembra dare ottimi frutti, e se sui vari Klasen – a volte vuole strafare, ma che spettacolo – e Filppula c’erano pochi dubbi, a far particolarmente piacere è la veloce integrazione di Steinmann, giocatore perfetto per il gioco voluto da Fischer, poco appariscente ma estremamente intelligente, veloce e instancabile lavoratore con e senza il disco.

Di Chiesa si sapevano i miglioramenti avuti in quel di Zugo, e i mugugni suscitati al suo ritorno sono stati zittiti da prestazioni pulite ed efficaci, come testimonia il +5 nel suo tabellino. L’altro nuovo arrivo svizzero, Kuonen, è in crescita, gli occorrerà altro tempo dopo il mesetto trascorso al camp in Svezia, ma anche su di lui le impressioni sono oltremodo incoraggianti.

Impossibile non arrivare al capitolo riguardante Pettersson, anima e cuore di questa squadra, incredibile per impegno, leadership e presenza in pista, oltre che sul tabellino. Qualcuno lo aveva pure bollato troppo presto come “semplice” lavoratore, ma con una spalla come Klasen al fianco sta rivivendo i fasti delle sue stagioni al Frolünda, e la media di 1 gol a partita va a tacere, semmai ce ne fosse bisogno, qualche errore costato caro, dimostrando l’imprescindibilità del giocatore che ha avuto il miglior impatto sulla squadra da anni a questa parte.

Sul suo “gemello” Linus Klasen poco da dire: spettacolo, concretezza, punti e pure una buona attitudine al back checking rimasta nascosta. Il numero 86 non è nemmeno ancora al massimo del rendimento, lo si attende a una maggior continuità, e quando il gioco svizzero sarà totalmente assimilato da parte sua, i tifosi potranno solo sognare. Stessa cosa sostanzialmente per Filppula, che ha cominciato la stagione in una linea poco produttiva accanto a Walker e Steinmann, prima che gli mettessero al fianco Eric Walsky.

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Il finlandese sta dimostrando la sua grande visione di gioco e un intuito ben sopra la media ma la vera rivelazione del campionato bianconero è l’ex ginevrino. Walsky è passato da giocatore incompiuto a “5° straniero”, grazie a una sicurezza nei suoi mezzi ritrovata. Reti decisive, assoli spettacolari e tanta qualità col disco sul bastone. Raramente lo svizzero-americano è stato così produttivo, e sta parzialmente coprendo quella lacuna alla voce “scorer svizzeri” di cui tutti erano consapevoli.

Una nota a parte è dedicata a Brett Mclean: spesso inconsciamente “dimenticato” in favore dei più famosi compagni nordici, il canadese si dimostra professionista esemplare, giocatore instancabile e probabilmente senza pari nel gioco di disturbo nello slot, come la sfida contro il Losanna ha dimostrato. Gli altri fanno spettacolo? Lui ripaga con tanto lavoro, reti pesanti e ingaggi vinti.

Un riassunto di queste prime settimane che delinea un quadro generale decisamente positivo. La squadra non è ancora completamente una “grande”, ma è solida, unita e non va più in panico se rimane sotto con il punteggio, e soprattutto sa imporre con autorità il proprio gioco, adattandolo se necessario all’avversario. Se la fase offensiva funziona a meraviglia, a volte manca continuità in difesa, anche se il rimane di prim’ordine, ma i rientri di Kparghai e Ulmer potranno ridare ossigeno a un reparto che per il momento attende di rivedere il miglior Schlumpf, quello che si era meritato persino la convocazione in nazionale, ma protagonista di un inizio di stagione piuttosto tribolato.

I tifosi bianconeri possono stare tranquilli, le premesse per un campionato ai vertici ci sono tutte, e la qualità della squadra la si nota anche quando in infermeria ci sono ben 8 titolari. Le lacune rimarcate, legate soprattutto a cali di concentrazione o eccessiva sicurezza, sono spigolature per le quali c’è tutto il tempo e le condizioni ideali per intervenire, senza che si esasperino (come solito a queste latitudini) 3 sconfitte oltre il 60’ o senza che ci esalti troppo dopo qualche vittoria. Ora è tempo di regolare la carburazione e mettere fieno in cascina, più in là ci sarà il tempo per esaltarsi o disperarsi.

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Bernie
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Re: Lugano 2014/2015

Messaggio da Bernie »

Analisi che non fa una piega!

Sempre bello leggere gli articoli di Zacchetti :clapping:
#RIDATECI-IL-NOSTRO-LUGANO!!
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nylanderfan
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Re: Lugano 2014/2015

Messaggio da nylanderfan »

5 spunti dalle partite del weekend del Lugano
Scritto da Nicola Martinetti
Pubblicato il: 20 ottobre 2014


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I bianconeri nel weekend hanno fatto il pieno di punti, superando senza troppe difficoltà il Rapperswil e vincendo ai rigori un’autentica battaglia contro il Ginevra Servette! I bianconeri hanno ora il primo posto nel mirino, che dista solamente tre lunghezze.

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Immagine SCUSATE IL RITARDO, CI SONO ANCH’IO!
Per 50’ minuti buoni Linus Klasen ha “giochicchiato” in cerca di qualche spunto senza troppa convinzione contro i colossi ginevrini. Poi, a pochi minuti dal 60esimo, si è accorto che c’era bisogno di lui: ha cominciato a lasciare sul posto qualche avversario, prima di insaccare il gol del pareggio e di segnare il rigore decisivo contro Mayer. Lo scopo di un giocatore come lui è questo: non solo spettacolo, ma concretezza al momento giusto.

Immagine L’IMPORTANTE È PRENDERLA CON FILOSOFIA
Qualche secondo prima Mayer aveva salvato con un big save un gran rigore di Klasen, lecito quindi che si aspettasse un’altra mossa magica da parte dello svedese nel suo secondo tiro. Invece il buon Linus lo ha battuto con un beffardo e minimalista tiro nel “five hole” mentre il portiere di origine ceca si era ipnotizzato sulla paletta del numero 86 attendendosi chissà quale trick. Come l’ha presa Mayer? Chiedere al suo bastone e al palo della porta.

Immagine IL MIGLIOR ATTACCO… ERA LA DIFESA
La scorsa stagione la difesa del Lugano si era distinta come una delle più produttive in fatto di reti. Finora invece, complice un reparto d’attacco potenziato e l’allungamento dei terzi, sono solo 4 le reti dei difensori bianconeri sulle 49 segnate. Come avranno pensato i vari Hirschi e Vauclair, “mica possiamo fare sempre tutto noi”…

Immagine PIÙ CHE UN FUCILE È UN LANCIAMISSILI
Inutile cercare di fermare Pettersson quando carica il tiro, lui farà partire la sua cannonata qualunque cosa, giocatore o persona in generale gli si parerà davanti. Solo che a volte deve alzare eccessivamente la mira per evitare l’avversario che si getta sul ghiaccio… A chi sta nello slot si consiglia di abbassare la testa o di portare un casco integrale, eventualmente anche di cambiare ruolo così da evitare di stare in zona bombardamenti.

Immagine MA MCSORLEY ERA AMMALATO?
Quanti show si ricordano alla Resega da parte del focoso – eufemismo – coach del Servette. Dai rifiuti di tornare in pista con la sua squadra, alle mancate strette di mano finali, ai bastoni lanciati in pista per attirare l’attenzione. Sabato sera semplicemente qualche urlo con gesticolazioni annesse, un paio di occhiatacce all’arbitro e nulla più. Sarà che sta invecchiando, ma sembrava sin troppo tranquillo.

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nylanderfan
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Re: Lugano 2014/2015

Messaggio da nylanderfan »

5 spunti dalle partite del weekend del Lugano
Scritto da Nicola Martinetti

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I bianconeri hanno ottenuto l’ennesima vittoria stagionale alla Resega piegando con grande merito il Kloten, successo che aveva permesso al Lugano di issarsi al secondo posto in classifica. I ticinesi hanno però dovuto fare i conti con uno Zurigo più riposato sabato sera, subendo un KO che li ha fatti scivolare al terzo rango.

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Immagine MORDI E FUGGI
Non pensate ai fast food, tappa comunque quasi obbligata per i tifosi in trasferta soprattutto se dal Ticino si va oltre Gottardo, bensì a quelle partite che ogni tanto occorre giocare in trincea e cercare di vincerle con solo un paio di colpi ben assestati. Un esempio perfetto ne è la sfida giocata dal Lugano in quel di Bienne, dove un super Merzlikins ha tenuto in piedi la baracca fronteggiando i continui attacchi degli increduli Spylo e Arlbrandt, prima che Klasen piazzasse il più pesante dei K.O ad un minuto e poco più dalla fine. Per la serie: “Gliele ho cantate, ma lui me le ha suonate.”

Immagine E NON È FINITA QUI…
I “game winning goal” sono 4, i pareggi che hanno portato punti sono 2 e la percentuale ai rigori è del 50%. Il bottino totale di Linus Klasen si attesta a 10 reti e 15 assist in 21 partite, ma lui asserisce che il meglio deve ancora arrivare. Per intanto il Lugano ed i suoi tifosi si godono le gesta di un giocatore tanto spettacolare quanto decisivo, che ha portato ben 16 punti con le sopracitate 6 reti e i 4 rigori segnati. Alla faccia di chi diceva che fosse tanto fumo e poco arrosto…

Immagine AFFETTO RICAMBIATO
Più di una volta Ilari Filppula è tornato in pista a fine partita per applaudire i tifosi della Resega. Stavolta, contro il Kloten, la standing ovation del pubblico bianconero è stata dedicata a lui dopo quella spettacolare discesa tra la difesa degli aviatori finita con il disco alle spalle di Gerber. E tanto per pareggiare i conti, il finnico è tornato sul ghiaccio a fine match per un altro scambio di applausi, a sottolineare quanto lui e l’ambiente bianconero siano in piena sintonia. Ah, l’amour…

Immagine CAMBIARE ARIA FA SUBITO UN GRAN BENE
Lo scambio di giocatori tra Zugo e Lugano ha fatto contenti un po’ tutti. I bianconeri hanno riabbracciato quel Bertaggia partito dalla Resega solo pochi anni fa e l’altro figlio d’arte che di cognome fa niente meno che Andersson, mentre lo Zugo si ritrova tra le proprie fila un difensore di sicuro avvenire come Schlumpf. Soprattutto i due difensori hanno dimostrato di aver immediatamente tratto profitto dal nuovo ambiente: Schlumpf è già andato in rete con lo Zugo e ha marcato un +/- finalmente positivo, mentre il giovane Calle ha pareggiato in sole due partite lo stesso bottino di punti fatto segnare a Zugo in 18 match, ma soprattutto ha dato prova di grande classe e impegno. Insomma, alla fine vissero tutti felici e contenti.

Immagine AD OGNUNO IL SUO MERITO
Chi asserisce che il Lugano sia dipendente dagli stranieri probabilmente detiene una parte della ragione. Una parte però, perché se è vero che l’apporto offensivo del Lugano è garantito da chi ha il passaporto svedese o finlandese, bisogna riconoscere i meriti di una difesa tutta svizzera – licenze a parte, ma valgono anche quelle – e dei “pacchetti” di box play formati al 90% da giocatori di passaporto rossocrociato. Aggiungiamoci il rendimento di Merzlikins e Manzato, che i +/- migliori della squadra sono di giocatori che di cognome fanno Chiesa, Steinmann e Julian Walker ed ecco che il quadro dei meriti è completo ed equilibrato. Che dire, Fischer ci ha provato a convincere gente come Bürgler, ma è probabile che si dovrà fare uno sforzo e accontentarsi di Klasen, Pettersson e Filppula. Problemone.

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Re: Lugano 2014/2015

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Cuore, grinta e sei punti da applausi
Una sconfitta all'overtime, una vittoria dominando l'avversario e un successo giunto al 64'59: il Lugano in settimana ha compiuto passi da gigante
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Ti-Press

LUGANO - Il calendario del Lugano presentava ai bianconeri una settimana di quelle ostiche, di quelle che possono e devono dire tanto sulla maturità di una vera squadra: i ragazzi di Fischer hanno saputo rispondere alla grande, conquistando sei punti che - onestamente - potevano essere anche sette.

Martedì in casa è arrivata la sconfitta contro il Davos; uno stop che ha dato più fastidio per come è arrivato che per gli strasichi che avrebbe potuto lasciare. I bianconeri hanno dimostrato di potersela giocare anche con i leader della classifica, nonostante il loro gioco in verticale che ha messo in difficoltà la retroguardia dei sottocenerini. Vero, prendere sempre gol in avvio di periodo o nel finale - come successo con la rete di Simion - non è stato un buon segnale, ma l'errore di valutazione degli arbitri al momento del gol del futuro bianconero Hofmann ha ferito nell'orgoglio la truppa di Fischer.

Le conseguenze? Le ha pagate tutte lo Zugo che venerdì nel primo tempo ha subito la furia bianconera: il 7-1 finale non lascia adito a discussioni. La strapotenza del Lugano è stata evidente; la miglior prestazione stagionale, in una pista ostica e complicata, ha permesso ai bianconeri di lanciare al meglio il derby di sabato e a Pettersson di salire sempre più in su in classifica marcatori.

Lo svedese si è poi ripetuto - neanche a dirlo - anche nella stracantonale: un 200esimo derby stranissimo, molto tattico che ha vissuto la sua storia sugli episodi. La sua doppietta - la terza in altrettante sfide stagionali contro l'Ambrì - ha illuso i bianconeri che poi hanno dannatamente sofferto contro i leventinesi, grintosi e pronti come non si vedeva da un pò... La vittoria però è forse giunta nel modo più bello e gustoso per i ragazzi di Fischer e per i loro tifosi: all'ultimo decimo di secondo utile del supplementare. Il guizzo di McLean ha fatto esplodere la Resega e ha dipinto sorrisi, neanche fosse Van Gogh, sui volti dei bianconeri che ora hanno una settimana per poter preparare il prossimo weekend...

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Re: Lugano 2014/2015

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5 spunti dalle partite del weekend del Lugano
Scritto da Nicola Martinetti

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I bianconeri hanno iniziato la loto settimana perdendo la sfida al vertice con il Davos all’overtime, ma avevano poi scaricato tutta la loro rabbia contro lo Zugo, battuto con un sonoro 7-1. Sabato sera si sono poi imposti all’ultimo secondo dell’overtime nel derby contro l’Ambrì Piotta.

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Immagine LA GIOVENTÙ NON BASTA
Patrick Fischer ha sempre dato molta fiducia ai giovani, anche in un contesto di grande pressione e in una rosa competitiva come quella del Lugano. Però non basta essere giovane e talentuoso, bisogna anche dimostrare di meritarsi il posto con l’impegno e, come dice il coach bianconero, alcuni giovani devono imparare il lavoro dai più vecchi per poi “rubarne” il posto. La carota sì, ma occhio che il bastone è sempre nascosto dietro la schiena.

Immagine RISCHIO NON CALCOLATO
Se contro il Davos l’arbitro Massy ha lasciato correre una situazione assurda che ha poi portato ad una vittoria dei grigionesi, nel derby, ancora gli arbitri ne hanno combinata una delle loro, arrotondando il ritardo dell’orologio in maniera piuttosto grossolana, pensando magari colpevolmente che fosse ininfluente. Ininfluente forse per loro, ma mai quando sul ghiaccio ci va un certo McLean, che con la tempistica ci ha costruito una carriera.

Immagine “SMITHERS, LIBERA I CANI!”
Come Mr. Burns, nella serie “I Simpson”, sguinzaglia i suoi Dobermann verso chi lo infastidisce, lo stesso fa Patrick Fischer liberando Pettersson, Klasen e Filppula contemporaneamente sul ghiaccio per “regolare” chi non si vuole piegare. E quanti ne sono usciti con i vestiti strappati dai Dobermann bianconeri… “Eccellente.”

Immagine LA LEGGE DELL’EX – PARTE PRIMA
Sembrava di saperlo già prima che cominciasse. Dario Simion rientrava dall’infortunio proprio alla Resega, e quanti avranno pensato ” sicuro che un gol ce lo mette”. E così è stato, la legge dell’ex ha colpito in pieno, permettendo al valmaggese di segnare il suo gol alla Resega da avversario a 33″ dal 60′, pareggiando la sfida poi decisa da un futuro bianconero. Qui sì, la legge è uguale per tutti.

Immagine LA LEGGE DELL’EX – PARTE SECONDA
La prima rete dal suo ritorno in bianconero la aspettavano tutti, ma Alessio Bertaggia ha voluto attendere proprio di andare alla Bossard Arena per andare a segno per la prima volta con la sua nuova “vecchia” maglia. Proprio il numero 13 fresco ex dello Zugo ha aperto lo score contro i suoi ex compagni, e molti tifosi sugli spalti già si mettevano le mani sul volto. E non le hanno più tolte, visto com’è andata a finire.

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Lord Burg
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Re: Lugano 2014/2015

Messaggio da Lord Burg »

Sono già proiettato al prossimo weekend e... Avete visto la barzelletta??? 3 (tre!) partite in 48 (quarantotto!!!) ore!! Sabato sera a Losanna, domenica pomeriggio alla resega contro lo zugo e lunedì sera a Davos!! :shok: :shok: :shok:

Ma si può??

(PS: lo so quello che Fischer ha detto a proposito della stanchezza, ma mi sembra una cosa fuori di testa.. Ridicola)
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